14/11/2019

Notizie TGR:

QUANTO TWITTA IL PRESIDENTE

Ai vertici delle Regioni italiane ci sono alcune twitstar. A guidare la classifica dei più seguiti sono Nichi Vendola e Debora Serracchiani, ma anche per i governatori su Twitter la gaffe è sempre dietro l’angolo

La foto twittata dal governatore della Liguria, Claudio Burlando, durante la gita a funghi a Rondanina

Un rotondo porcino appena colto, tenuto con orgoglio nella mano sinistra. È la foto che il governatore della Liguria, Claudio Burlando (@claudioburlando), ha pubblicato un paio di settimane fa su Twitter come trofeo di una gita a Rondanina. Quel giorno, però, c’era anche la prima riunione del Consiglio regionale: la sua giornata a funghi non è piaciuta a qualche consigliere dell'opposizione, che ha sollevato polemiche fuori e dentro il social network. Burlando si era legittimamente preso un congedo per motivi personali, ma il gesto gli si è comunque rivoltato contro.

Non è la prima volta che un politico fa un passo falso su Twitter. La Rete può essere un potente amplificatore di contenuti, ma talvolta si rischia di restarvi intrappolati come pesci. E le gaffe fanno parlare molto più della normale attività quotidiana. Lo sa bene un assiduo e consumato twittatore come l’ex presidente della Lombardia, Roberto Formigoni (@r_formigoni). Una sera, ad esempio, vide in cielo una luce non meglio specificata e non si trattenne dal twittare “+++UN UFO A PARIGI? Ho visto questa cosa nel cielo. Si muoveva. L'ho fotografata, poi è scomparsa+++”, attirandosi una raffica di commenti sarcastici e di prese in giro.

LE TWITSTAR
Scivoloni a parte, il rapporto dei governatori con i tweet è piuttosto variegato. Molti ne hanno fatto una parte integrante della propria attività politica. Fermandosi ai numeri, la twitstar tra chi si trova al vertice delle Regioni italiane è senza dubbio Nichi Vendola (@NichiVendola): il presidente della Puglia può contare su circa 380mila follower. Alle sue spalle Debora Serracchiani (@serracchiani), Friuli-Venezia Giulia, seguita da circa 125mila utenti, e Nicola Zingaretti (@nzingaretti), Lazio, che supera quota 67mila.

Un podio tutto a sinistra, quindi. A seguire però ci sono due esponenti leghisti: Roberto Maroni (@RobertoMaroni_), che dal Pirellone invia tweet a quasi 34mila follower, e il piemontese Roberto Cota (@roberto_cota), presente su Twitter con una foto in versione motociclista, seguito da quasi 21mila utenti (GUARDA LA GRADUATORIA).

DAVIDE E GOLIA
Accumulare follower è però piuttosto semplice se si è un leader politico di rilievo nazionale. Vendola e Maroni, numeri uno di Sel e Lega Nord, attraggono molti seguaci anche al di fuori di Puglia e Lombardia. Anche guidare una Regione popolosa, da questo punto di vista, rappresenta un vantaggio. Per valutare l’efficacia dell’attività su Twitter dei singoli governatori può quindi essere utile calcolare il rapporto tra i seguaci e il numero di cittadini amministrati.

Utilizzando questo criterio la classifica viene in buona parte riscritta. Debora Serracchiani, con un rapporto di 1 follower ogni 9,73 abitanti, balza in prima posizione superando Nichi Vendola, che si ferma a 1 ogni 10,68. Alle loro spalle rimane Nicola Zingaretti, mentre al quarto posto risale il valdostano Augusto Rollandin (@ARollandin), che scala ben dodici posizioni. All’interno di una Regione come la Valle d’Aosta, dove vivono meno di 130mila persone, i suoi 1200 follower circa gli garantiscono un rapporto di 1 ogni 104,04 abitanti. Un Davide che sorpassa molti Golia, compreso Roberto Maroni, che si ferma a 1 ogni 288,34 e scivola in ottava posizione (GUARDA LA CLASSIFICA).

UN RETWEET DAL PRESIDENTE
Twitter, se utilizzato a dovere, favorisce la comunicazione diretta con i cittadini. Nicola Zingaretti, ad esempio, risponde spesso agli utenti che lo interpellano. Altri, a partire da Nichi Vendola, utilizzano frequentemente i retweet. Per le twitstar, in generale, i cinguettii sono uno strumento per avvicinarsi agli elettori e aumentare il proprio consenso.

GLI INDIFFERENTI
Non tutti però sembrano essere entusiasti di Twitter. Sul social network c’è innanzitutto un assente importante: il presidente dell’Emilia-Romagna Vasco Errani, che non possiede un profilo personale. Nessun profilo ufficiale anche per il presidente della Provincia autonoma di Bolzano, Luis Durnwalder. Ci sono poi gli account abbandonati da mesi. Alberto Pacher (@AlbertoPacher), che guida la Provincia di Trento e la Regione Trentino-Alto Adige, ha fatto complessivamente cinque tweet, il primo il 25 dicembre 2012 e l’ultimo il 30 luglio scorso. Il governatore della Basilicata, Vito De Filippo, ha invece due profili: uno è fermo da agosto 2010 (@vitodefilippo) e l’altro è inattivo da marzo 2012 (@Vito_DeFilippo). Per relazionarsi con i propri concittadini evidentemente preferiscono altri mezzi.

Se un giorno decideranno di cambiare marcia su questo social network, recuperare posizioni in classifica non sarà semplice. Vendola e Serracchiani sono attivi su Twitter da più di quattro anni. Luca Zaia (@zaiapresidente), volto noto e governatore di una regione popolosa come il Veneto, ha iniziato a twittare da circa sei mesi e finora ha raccolto circa 1700 follower.

I miracoli sui social network non accadono: servono pazienza, costanza e qualità dei contenuti. Oppure un’adeguata e costosa campagna pubblicitaria, magari in occasione di una nuova tornata elettorale. Probabilmente anche fare una gaffe con adeguata risonanza mediatica può aiutare ad attirare l’attenzione di nuovi follower, ma come hanno già sperimentato molti big della politica forse non è una grande idea.

Andrea Bettini

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