24/05/2012
Lettere alDirettore

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Perdere il posto di lavoro

Una storia personale

Data:16/09/2009Oggetto:PrecarioAutore:Dino Lorusso

Gentile Tg3,
apprezzo la Vs. disponibilità ad ascoltare e dare voce (unica in Italia) ai problemi delle persone che perdono il posto di lavoro o che non lo riescono ad ottenere. Io rientro nella seconda categoria. Riassumo brevemente la mia storia personale:
sono nato e vivo da 30 anni nella tranquilla e, spesso, dimenticata Basilicata, a Potenza; dopo essermi laureato con lode in Lettere, ho frequentato un master in Musicologia con la prospettiva della creazione, all'interno dell'Università, di un Istituto di Studi sulla figura del conterraneo musicista rinascimentale Gesualdo da Venosa. Purtroppo, dopo due anni, per l'incompetenza di chi doveva gestire il tutto, l'Istituto, fortemente voluto anche da Claudio Abbado, non nasce ed io resto con un attestato del tutto inutilizzabile qui al Sud.. cosa fare? Emigrare, come ormai fanno tutti?? Mi dico che devo rimanere qui, perché non è giusto che tutti abbandonino la nostra "ricca" terra.. bisogna avere il coraggio di restare.. così decido di fare due anni di SSIS per poter insegnare nelle scuole medie e superiori. I corsi si frequentano a Matera, cioè ad oltre 100 km da casa, ma non importa.. il sacrificio di fare ogni giorno 200 km per due anni, mi dico, sarà ricompensato dal lavoro.. l'anno scorso, il primo dopo l'abilitazione, resto a casa fino a marzo, poi vengo chiamato per una supplenza nel carcere di Potenza che, di 10 giorni in 10 giorni, arriva fino a fine anno (e lì ho compreso cosa significhi essere "precario"... non sapere, per tre mesi, se domani lavorerò o meno..).
Ed oggi? Per la mia materia - italiano - nessuna convocazione da parte del Provveditorato! Tutti a casa!
Bisogna dire che un anno fa, dopo 13 anni di fidanzamento, anche se la mia ragazza è precaria (in inglese) come me, ho deciso di iniziare a programmare il matrimonio, in vista di un lavoro che, a quella data, sembrava quasi certo.. Non avremmo mai immaginato che in meno di due anni si potessero perdere talmente tanti posti di lavoro nella scuola da restare a secco..
Adesso stiamo andando avanti con i preparativi, perché ormai è impossibile tornare indietro (tra la casa, acconti vari per la cerimonia...), ma non sappiamo come faremo a vivere senza nessuna entrata.. l'unica soluzione: CAMBIARE MESTIERE!....
Per questo vorrei ringraziare la cara Gelmini, per il forte impegno ad eliminare il precariato.. ELIMINANDO FISICAMENTE I PRECARI...................e facendoli diventare tutti DISOCCUPATI.
Grazie per l'attenzione.
 
Cordiali saluti,
 
Dino Lorusso

R:

Grazie per la mail.
Letto e pubblicato