28/09/2020
18/02/2012

Orso d'oro
ai fratelli Taviani

"Cesare deve morire" trionfa al Festival di Berlino. Erano 21 anni che l'Italia non vinceva il prestigioso riconoscimento tedesco. Successo anche per 'Diaz, non pulire questo sangue' di Daniele Vicari che nella sezione Panorama si aggiudica il premio del pubblico

tavL'Orso d'oro di questa 62/ma edizione del Festival di Berlino è andata a Paolo e Vittorio Taviani per 'Cesare deve morire'. Erano 21 anni che l'Italia non vinceva questo riconoscimento. “Questo premio ci da' gioia soprattutto per chi ha lavorato con noi. Sono i detenuti di Rebibbia guidati dal regista Fabio Cavalli che li ha portati al teatro. Questi detenuti-attori hanno dato se stessi per realizzare questo film”, ha detto Paolo Taviani. “E poi ci fa piacere vincere un premio in un festival come questo che non ha un indirizzo generico, ma che al contrario ha un carattere molto specifico: cerca forze nuove e cerca forze che si appassionano a tematiche sociali''.

“In questo momento io penso che anche nelle celle di Rebibbia i nostri attori, i nostri amici i nostri complici, perchè quando si fa insieme un’opera siamo dei complici, penso che siano là - ha aggiunto Vittorio Taviani nel corso dell'incontro - e penso che come noi ci sentiamo vicini a loro, loro si sentano vicini a noi”.  “Questo film combina tante cose - ha continuato - Shakespeare entra dentro Rebibbia. E io penso che questa esperienza forte ci rimarrà dentro sempre, anche come contraddizione, e comunque come grande momento di qualità”.

“Anche il cinema può contribuire ad avvicinare l'Italia e la Germania nell'Europa della crisi”, ha concluso Paolo Taviani. Ma il nostro paese ha ricevuto un altro riconoscimento con 'Diaz, Non pulire questo sangue' di Daniele Vicari che si è aggiudicato il premio del pubblico nella sezione Panorama. Il film che racconta i fatti della scuola Diaz durante il G8 di Genova è una coproduzione italo franco-rumena.

Il premio del pubblico della Sezione Panorama in questa 62/ma edizione del Festival di Berlino è andato esattamente a tre film. Il primo premio, per numero di voti, è andato a film jugoslavo 'Parada' di Srdjan Dragojevic; il secondo premio a 'Diaz, Non pulire questo sangue' di Daniele Vicari e, il terzo, al brasiliano 'Xingu' di Cao Hamburger.

Dice Vicari, “dedico questo premio al cinema italiano a cui sta tornando finalmente la forza di raccontare cosa davvero accade in questo paese. Quando ho visto il film per la prima volta insieme a 1800 persone paganti, tra cui molti buyer, ero davvero emozionato. La reazione che c'è stata, a fine proiezione, mi stava facendo venire un infarto per quanto era sentita”.