28/09/2020
25/02/2010

Storia di (stra)ordinaria
solidarietà

Un imprenditore veneto ospita nel suo capannone sei Rom, offrendogli una roulotte e pagandogli le bollette. Non ha dimenticato le sue origini

Un imprenditore del Nord-Est diventa il re degli zingari. E' una storia unica nel suo genere, in un paese come il nostro pieno di contraddizioni, tra episodi di intolleranza contro gli stranieri e storie di accoglienza esemplare.
Gianni Tonin è un'imprenditore di San Giorgio in Bosco, in provincia di Padova. Un uomo di umili origini che è riuscito a mettere in piedi una solida azienda con 100 dipendenti.
 
Tonin non ha dimenticato da dove veniva e la fatica e il sudore versato. In una regione come il Veneto nella quale in molti comuni vige il divieto di stanziamento e sbarre nei parcheggi per evitare che i Rom bivacchino, da dieci anni ha aperto le porte del suo capannone a 4 famiglie straniere, offrendo loro la possibilità di vivere lì.
 "Ho fatto prendere a tutti e sei la residenza, così ho risolto il problema e i bambini possono andare a scuola: ogni settimana ciascuno riceve ottanta euro, hanno la corrente il bagno esterno e il riscaldamento". "Io voglio sentire le storie del mondo. E visto che posso, faccio qualcosa".
 
Al giornalista del “Corriere del Veneto” che gli ha chiesto perché lo fa, non ha esitato a raccontare la sua storia: "Con i miei genitori vivevamo in una baracca "abusiva", perché chiamarla casa…Era in mezzo alle terre dei contadini, rubavo le uova e le galline per mangiare. L'acqua la bollivamo per berla, la prendevamo a valle dopo che era passata dai maiali: perché non ci volevano dare niente nelle fattorie". Ma Tonin è stato anche un uomo di mondo. Faceva il camionista al tempo del muro di Berlino. Ha viaggiato molto per l'Europa dell'Est e l'URSS e ha avuto modo di conoscere il mondo, tanta gente, la loro cultura, le loro storie. E non le ha dimenticate, come dimostra da dieci anni a questa parte.