27/09/2020
14/01/2011

Caso Ruby
indagato Berlusconi

Il premier è indagato dalla Procura di Milano per concussione e sfruttamento della prostituzione minorile. Berlusconi avrebbe abusato della propria carica per indurre i funzionari della Questura di Milano ad affidare indebitamente l’allora 17enne marocchina Karima "Ruby" El Mahroug alla consigliera regionale lombarda Pdl Nicole Minetti

Giorni duri per il presidente del consiglio Silvio Berlusconi. Dopo la pronuncia della Consulta che ha bocciato il legittimo impedimento, è di oggi la notizia diffusa dal sito del Corriere della Sera che il premier sarebbe indagato per "concussione" e "favoreggiamento della prostituzione", con l'aggravante che si tratta di prostituzione minorile.

Al cavaliere viene contestata la presunta relazione con l'ormai famosa Ruby Rubacuori, la ragazza di origine marocchina che avrebbe più volte incontrato il presidente del Consiglio. Al tempo degli incontri col premier però Ruby era ancora minorenne. Berlusconi, secondo una nota della procura della Repubblica di Milano, avrebbe avuto rapporti sessuali con la giovane Ruby dal febbraio al maggio 2010, ad Arcore.

A Berlusconi viene inoltre contestato il reato di concussione quando, nella notte tra il 27 e il 28 maggio scorsi, telefonò in questura per interessarsi di Ruby fermata con l'accusa di furto, ed ottenere l'affido della ragazza alla consigliera regionale Nicole Minetti.

Il Cavaliere sarebbe indagato dal 21 dicembre 2010. Oggi invece gli è stato notificato un invito a comparire dalla Procura di Milano "corredato dalla dettagliata indicazioni delle fonti di prova per le ipotesi di reato a lui ascritte".

Perquisizioni sono state eseguite questa mattina nell'abitazione e negli uffici di Nicole Minetti indagata per la stessa vicenda insieme a Lele Mora ed Emilio Fede.

Tutto questo avveniva nelle prime ore della mattina mentre il Cavaliere esternava il suo pensiero, in merito al pronunciamento della Corte Costituzionale sul legittimo impedimento, in una rubrica del mattino di una delle televisioni di famiglia

Berlusconi sa che dovrà presentarsi davanti ai giudici, ma assicura: "Se nei collegi giudicanti ci saranno giudici di sinistra andrò in tv e spiegherò di cosa si tratta. Non si possono trovare giudici che oseranno dare una condanna su fatti che non esistono".

Il premier assicura che le elezioni sono scongiurate: "Ho visto che oggi 'Repubblica' dà addirittura la data del voto, ma le decisioni di della Consulta sono assolutamente ininfluenti, il governo andrà avanti. L'Italia ha bisogno di tutto tranne che di elezioni anticipate. Le elezioni ci esporrebbero alla speculazione finanziaria internazionale che per acquistare i nostri titoli del debito pubblico, e quest'anno dobbiamo vendere 250 miliardi di euro, chiederebbe interessi più elevati con costi superiori del bilancio dello Stato".

E intanto la compravendita continua: "Ci sono dei deputati che hanno capito la situazione, che prima erano in altre formazioni ma che ora daranno vita a dei gruppi di 'responsabilità nazionale' alla Camera e al Senato diventando la terza gamba della maggioranza".

Il presidente del Consiglio fa un accenno anche sul referendum Fiat di Mirafiori, sicuro che vincerà il sì, ribadendo che sta dalla parte di Marchionne: "L'accordo è emblematico di ciò che serve per tenere aperte le fabbriche, cosa che non accadrebbe con le rivendicazioni ideologiche della Fiom, della Cgil e della sinistra di Bersani - è l'affondo del presidente del Consiglio -. Purtroppo hanno perso un'altra occasione di diventare socialdemocratici, di capire che le aziende devono essere organizzate sulle esigenze del mercato non sulle ideologie già condannate dalla storia. Invece di insultare, Bersani dovrebbe farsi spiegare da Fassino e dal sindaco di Torino, suoi compagni di partito, che con l'accordo si possono conservare posti di lavoro e aumentare anche le retribuzioni".