27/09/2020
19/10/2012

Berlusconi racconta la sua verità su Ruby

MILANO - Dichiarazioni spontanee dell'ex premier. "Mai fatto pressioni sulla questura, volevo solo evitare un incidente diplomatico con Mubarak". E poi torna all'attacco dei giudici per i "20 anni di accanimento" della procura

"Posso escludere con assoluta certezza che si siano mai svolte scene di natura sessuale" ad Arcore. Lo ha spiegato Silvio Berlusconi nelle dichiarazioni spontanee al processo sul caso Ruby in corso a Milano.
L'ex capo del governo  spiega la sua versione dei fatti su Ruby.

"Non ho mai avuto rapporti intimi di qualsiasi tipo" con Ruby, e poi "ero convinto avesse 24 anni, come lei aveva detto”.
E poi precisa: "l'espressione bunga-bunga nasce da una battuta che ho ripetuto più volte e che è stata riportata anche dalla stampa".

E sulla notte in cui Ruby è stata fermata dalla Questura di Milano Berlusconi ha detto: "Non ho mai esercitato pressioni sui funzionari della questura di Milano”.

Sui festini ad Arcore parla di "cene in una grande sala da pranzo, nelle quali io ero al centro della tavola e monopolizzavo l'attenzione cantando, parlando di sport, di politica e di gossip. Si è favoleggiato molto sulle serate nella mia residenza privata con chiari intenti diffamatori e con una intrusione nella vita privata di un cittadino".

L’ex premier va poi  all'attacco dei giudici: "Leggo che mi avete già condannato. Spero però che non sia così perché sarebbe una barbarie e significherebbe che l'Italia non è una democrazia". "Avrei voluto rispondere alle domande, ma vent'anni di attività della procura di Milano per costruire accuse contro di me lo hanno sconsigliato. Ora ho deciso, contro il parere di molti, di parlare con queste dichiarazioni in cui ho ricostruito la realtà dei fatti".