27/11/2020
02/03/2013

Napolitano: "Misura, realismo e responsabilità"

POLITICA – Il capo dello Stato: “Mi riservo ogni autonoma valutazione nella fase delle previste consultazioni formali. In gioco interesse generale e immagine paese”. La strada indicata dal Quirinale è una sola: un nuovo governo per l’Italia va assolutamente cercato e anche in tempi rapidi

napoGiorgio Napolitano, dopo i segnali all’Europa sulla tenuta del nostro Paese, cerca di riportare ordine nel dibattito apertosi all'indomani del voto. Un confronto caratterizzato dalle molte prese di posizione delle principali forze politiche, con connessi scenari legati alle scadenze relative all'avvio della legislatura e alle ipotesi di governo. Rebus tra i rebus: la data per la seduta inaugurale delle Camere, prevista per il 15 marzo, che potrebbe essere anticipata di qualche giorno.

Il presidente della Repubblica fissa i paletti che tutti devono tener presenti in questa fase così delicata e complicata. “Nel ribadire attenzione e rispetto per ogni libero dibattito e, soprattutto, nel riservarmi ogni autonoma valutazione nella fase delle previste consultazioni formali con le forze politiche rappresentate in Parlamento - sottolinea Napolitano - mi permetto di raccomandare a qualsiasi soggetto politico misura, realismo, senso di responsabilità anche in questi giorni dedicati a riflessioni preparatorie”.  “Abbiamo tutti il dovere - conclude il Capo dello Stato- di salvaguardare l'interesse generale e l'immagine internazionale del Paese, evitando premature categoriche determinazioni di parte”.

Di più dal Quirinale non aggiungono, né su eventuali contatti informali già avviati dal Capo dello Stato per iniziare ad acquisire elementi utili per dipanare la complessa matassa politica; nè su uneventuale anticipo della convocazione della prima seduta delle Camere, fissata per il 15 marzo con lo stesso decreto con il quale erano state convocate le elezioni. Se questa scadenza venisse rispettata, una volta eletti i due presidenti ci sarebbero 4 giorni per la costituzione dei Gruppiparlamentari e l'elezione dei capigruppo, con la possibilità quindi di avviare le consultazioni dopo il 20.  Ovvio che un anticipo dell'insediamento del Parlamento, magari il 12, consentirebbe al Capo dello Stato di iniziare a consultare formalmente i partiti a partire da lunedì 18 marzo.

Ma non è semplice modificare il timing già definito. La Costituzione prevede che la prima riunione delle nuove Camere “ha luogo non oltre il ventesimo giorno dalle elezioni”. Quindi un termine ultimo che rende possibile l'anticipo. Tuttavia è prevista una serie di adempimenti esauriti i qualiè possibile avviare la nuova legislatura: la proclamazione dei risultati elettorali da parte delle Corti d'Appello, poi la raccolta da parte delle presidenze delle Camere delle opzioni dei parlamentarieletti in più circoscrizioni.

Se a quel punto risultasse possibile convocare Senato e Camera prima del 15, occorrerebbe una seduta del Consiglio dei ministri del governo uscente per predisporre il decreto con l'indicazione della nuova data. Al momento prevista una riunione dell’esecutivo per venerdì prossimo, 8 marzo,che potrebbe essere l'ultima data utile per convocare il nuovo Parlamento il 12 marzo.