30/11/2020
02/12/2012

Il trionfo di Bersani

POLITICA – Con oltre il 60% il segretario Pd si aggiudica la candidatura a premier. Renzi:”Sconfitta netta, saremo leali”. Alla scontata gioia dei 'fedeli' e a quella degli altri candidati alle primarie si aggiunge il sospiro di sollievo di centristi e berlusconiani. Vendola: "No a ticket"; Prodi: "Ora segretario più forte"

pl“A Renzi riconosco una presenza forte e fresca, ha dato un contributo grande per daresenso alle primarie e farle vivere in modo vero”, dice il segretario Pd Pier Luigi Bersani pronto a festeggiare la sua vittoria. Sono in molti a gioire per il successo al ballottaggio contro Matteo Renzi. Alla scontata gioia dei 'bersaniani' del Pd e a quella altrettanto ovvia degli altri candidati alle primarie - Vendola, Tabacci, Puppato, peraltro già schierati con il segretario, si unisce il sospiro di sollievo di chi temeva l'exploit dello sfidante: da Pier Ferdinando Casini, che paventava il dicktat del sindaco di Firenze a qualsiasi alleanza con i centristi, ai berlusconiani doc che dietro le critiche al vetero comunismo del vincitore, intravedono la possibilità di sfidare un avversario 'tradizionale', consentendo al Cavaliere di restare in campo.

“Alla fine il segno prevalente dell'onda riformatrice va nel segno di un cambio radicale dell'agenda di governo, dell'equità sociale”, afferma il leader di Sel. Vendola frena subito sull'ipotesi di un 'ticket' Bersani-Renzi: “E’ sbagliato porre la questione in questi termini: Bersani è il candidato premier e spetta a lui trasformarla in un'alleanza grande soprattutto con le nuove generazioni”. Ovviamente soddisfatto Bruno Tabacci, il più 'centrista' fra i candidati alle primarie. “Ora si vede qualche segnale che permette di profilare una possibile coalizione in grado di governare il paese”, osserva l'ex Udc. Stesso dalla Puppato: "”Bersani è l'unico che ha risposto al nostro programma che abbiamo sottoposto a tutti i candidati” ed è per questo che “l'ho sostenuto”, ricorda.

Brindano anche altri partiti. Berlusconi, che non rinuncia all'idea di presentare un suo soggetto politico, è agevolato nel progetto: potrà gridare contro la sinistra che non cambia i suoi protagonisti e non è pronta a rinnovarsi. E proprio perchè non ha mai fatto mistero di apprezzare Renzi,l'affermazione del leader del Pd - almeno a suo giudizio – gli consente di poter giocare ad armi pari in un eventuale competizione elettorale. 


“Bersani è in politica da prima di me la sinistra con lui non potrà giocare la carta del rinnovamento”, è il suo ragionamento. Soddisfatto anche Romano Prodi. Bersani “E’ molto piùforte oggi di ieri, certamente abbastanza forte per mettere in atto i cambiamenti necessari”, commenta l'ex premier, che di primarie se ne intende. Il Professore osserva che le polemiche degli ultimi giorni di Renzi sulle regole non hanno giovato allo sfidante. Ma ad ogni modo, conclude, “gli unici sconfitti sono quelli che le primarie non le volevano”.