28/09/2020
24/02/2010

Asilo di Goito:
interviene il Garante per la privacy

Sul regolamento approvato dal Consiglio Comunale di Goito che pone come condizione per l’iscrizione all’asilo comunale l’accettazione dei valori cristiani, interviene l’Autorithy per la privacy


"L’Autorità garante per la privacy ha deciso di chiedere al Comune di Goito informazioni sull’iniziativa. Il regolamento approvato sembra infatti presupporre una raccolta di dati particolarmente delicati, come appunto quelli sul credo religioso". E' questa la risposta, con una nota ufficiale, del Garante della privacy, Francesco Pizzetti, interpellato dopo la notizia che un asilo sarebbe stato accessibile solo alle famiglie che accettano "l'ispirazione cristiana della vita".


La nota si ferma qui, lasciando pensare che l’autorità garante debba escludere la possibilità che la firma sul regolamento corrisponda a una schedatura delle persone in base all’orientamento religioso. Una forma di controllo che la legge proibisce in modo assoluto. Ma le polemiche si scatenano da sinistra a destra.
 
Per il sindaco del paese, sostenuta da una maggioranza Pdl-Lega Nord, non c'è nessuna violazione.  Anita Marchetti in forza all'UDC assicura di non trovare nulla di strano nel regolamento dell’asilo comunale approvato con l’indignazione della opposizione. "Mi sembra una polemica assurda. E’ da una vita che in quella sezione c’è un insegnamento di tipo religioso - ha ribadito la Marchetti alla Gazzetta di Mantova-. Non si va a stravolgere nulla". Un asilo comunale religioso? "In sostanza sì. E’ pubblico, però è come se fosse parificato". Una scuola paritaria, secondo la definizione della Fism, la federazione delle scuole mantovane a cui l’asilo aderisce. "Noi ci siamo limitati semplicemente a recepire, cioè a copiare, il regolamento della Fism, che è una federazione di stampo religioso. Non abbiamo voluto introdurre alcuna modifica, né, men che meno, discriminare qualcuno".
 
Il Partito Democratico intanto chiede al Governo di dichiarare illegittimo il regolamento dell'asilo nido comunale di Goito e lo fa con una interrogazione al ministro dell'Interno Roberto Maroni firmata dai deputati Marco Carra ed Emanuele Fiano, ex portavoce della comunità ebraica di Milano e figlio di Nedo Fiano, deportato ad Auschwitz.
 "Apprendo incredulo che non potrò mai trasferirmi con la famiglia a Goito. Evidentemente, la storia non è stata maestra di vita per tutti" ha detto Fiano.
L'esponente del PD ha presentato un'interrogazione parlamentare al ministro Maroni "Perchè il Governo, prima ancora che una sentenza di un tribunale amministrativo o, meglio, della Corte Costituzionale stabilisca la vergognosa illegittimità di quel regolamento che discrimina i bambini in base all'appartenenza religiosa della loro famiglia".