30/11/2020
18/02/2013

Draghi: "L’economia reale resta ferma, servono più sforzi in Ue"

ECONOMIA - Il presidente della Bce parla al Parlamento europeo e non nasconde il fatto che la crisi continua a mordere. E bacchetta sull’aumento delle tasse: "Le tasse nei Paesi della zona euro sono già molto elevate. Serve attuare le riforme strutturali in particolare sul mercato del lavoro e su quello dei prodotti"

"Il 2013 è iniziato con un quadro più stabile rispetto agli ultimi anni grazie alle riforme dei governi, ma servono sforzi più importanti perché la Ue possa emergere dalla crisi e ricreare fiducia e crescita". 
Il presidente della Bce Mario Draghi parla al Parlamento europeo e appare fiducioso, sebbene non nasconda le difficoltà con cui l'Europa continua a fare i conti.
Per vedere una "graduale ripresa" ha detto Draghi "si dovrà aspettare la seconda metà dell’anno". Ma la realtà è che "non c’è ancora un miglioramento dell’economia reale, sebbene ci siano segnali di stabilizzazione".

Draghi snocciola anche dei numeri. A proposito dell’inflazione, dice,  "ci aspettiamo che il dato nell’area dell’euro, che è sceso al 2% a gennaio, scenda sotto il 2% nel prossimo futuro". E poi rilancia sul meccanismo di vigilanza bancaria unico per l’Eurozona, che ritiene "cruciale per progredire verso un’unione finanziaria".

Infine, per Draghi, il tasso di cambio dell'euro "non è un obiettivo delle politiche della Bce ma è importante per crescita e inflazione”. La nostra moneta unica deve consolidarsi, spiega. E infine bacchetta sull’aumento delle tasse: l'aggiustamento dei conti pubblici, ha specificato, "deve essere basato di meno sull'aumento delle tasse. Le tasse nei Paesi della zona euro sono già molto elevate. Serve attuare le riforme strutturali in particolare sul mercato del lavoro e su quello dei prodotti".