28/11/2020
18/11/2010

Ieri gli studenti
oggi i migranti

Gli immigrati si mobilitano per chiedere al governo atti concreti e responsabili sul tema della regolarizzazione dei lavoratori. La richiesta degli immigrati ai ministri Maroni e Sacconi è chiara: "Aprire un tavolo di trattativa, che possa individuare soluzioni serie e strutturali contro il lavoro nero e i diritti degli immigrati"

Gli immigrati si mobilitano per chiedere al governo atti concreti e responsabili sul tema della regolarizzazione dei lavoratori. Nelle ultime due settimane il tema è tornato alla ribalta, dopo che in 6 erano saliti su una gru, a Brescia, per chiedere una sanatoria.

Gli stranieri, supportati dalle Acli e da altre organizzazioni sociali e sindacali, hanno organizzato per oggi una manifestazione a Piazza Santi Apostoli, nella Capitale, davanti alla Prefettura.

La richiesta degli immigrati ai ministri Maroni e Sacconi è chiara: "Aprire un tavolo di trattativa, che possa individuare soluzioni serie e strutturali contro il lavoro nero e i diritti degli immigrati". In questo senso è stata inviata ai due ministri degli Interni e del Lavoro una lettera-aperta che indica alcune priorità precise: il contrasto allo sfruttamento del lavoro nero, "attraverso il recepimento della Direttiva europea 52, l'applicazione e l'estensione dell'art.18 del Testo unico sull'immigrazione anche a chi denuncia di essere stato costretto all'irregolarità del lavoro".

Un percorso di emersione strutturale "che offra la possibilità di uscire dalla schiavitù e dallo sfruttamento a migliaia di migranti", a partire dal riconoscimento del permesso di soggiorno "a chi è stato truffato nel corso dell'ultima sanatoria e a chi è rimasto vittima della circolare manganelli".
Una proroga del permesso di soggiorno per chi oggi ha perso il lavoro e fatica a reperirne uno nuovo, "senza che incomba la minaccia di espulsione". Un intervento sulla situazione di "estrema difficoltà" in cui versano gli sportelli Unici per l'immigrazione, che per effetto della manovra finanziaria sono costretti a licenziare 1300 operatori, oltre il 50% totale degli addetti.

Intanto restano sulla torre i 3 manifestanti barricati sopra la torre "Ex Carlo Erba" di via Imbonati a Milano. Stessa protesta di Brescia, medesime richieste.