27/09/2020
04/05/2012

La marcia delle vedove

BOLOGNA - Hanno deciso di fare sentire la propria voce, la propria disperazione, tristezza e rabbia in un raduno a Bologna. Sono diverse decine le persone radunate davanti all'Ospedale Maggiore del capoluogo emiliano, capeggiate da Tiziana Marrone, mogli di un artigiano che si è dato fuoco, lo scorso 28 marzo, per debiti con il fisco e morto dopo nove giorni di agonia

BOLOGNA - Sono 32 le persone che dall'inizio dell’anno hanno deciso di farla finita, uccidendosi a causa della crisi. Storie tutte molto simili tra loro, che colpiscono le famiglie da Nord a Sud. E naturalmente chi deve fare i conti con queste tragedie sono soprattutto le mogli di questi uomini, rimaste sole con un doppio fardello: la disperazione per la perdita del loro uomo e quella per la situazione economica certamente infelice. Così le vedove della crisi hanno deciso di fare sentire la propria voce, la propria disperazione, tristezza e rabbia in un raduno a Bologna.

Sono diverse decine le persone radunate davanti all'Ospedale Maggiore del capoluogo emiliano, capeggiate da Elisabetta Bianchi, organizzatrice della manifestazione, e da Tiziana Marrone, mogli di Giuseppe Campaniello, l'artigiano che si è  dato fuoco, lo scorso 28 marzo, per debiti con il fisco e morto dopo nove giorni di agonia.

 Tante le voci della disperazione:  ''Ho quattro figli e sono vedova - racconta Maria Grazia, 67 anni: ” lo Stato ha tanti dipendenti che potrebbero riscuotere da soli le tasse'' senza ricorrere ad agenzie come Equitalia. ''Ho un figlio che ha un debito di 200 mila euro con Equitalia, ha un'azienda informatica e lavora in tutto il mondo, è sempre fuori e non sa neanche come possa avere qui accumulato  tutti questi debiti. Sono preoccupata - ha proseguito – perché dice che si vuole uccidere: non ce la faccio più, non so come aiutarlo e solo la fede mi salva''.

Alla manifestazione si sono aggiunti anche diversi esodati, con cartelli bianchi su cui hanno scritto “gli esodati in lutto chiedono la soluzione del problema”. Tanti, ancora, i normali cittadini che venuti in ospedale non mancano di commentare amaramente. ''La gente si ammazza, si suicida - ha scandito una donna con un drappo bianco, simbolo della manifestazione - sarebbe una cosa da non fare anche solo per non dare loro soddisfazione. E poi - ha concluso - tutto resta sulle spalle delle famiglie, dei figli''.

Dolorosa, anche la testimonianza di una 49enne bolognese, Simona, al corteo per manifestare tutta la sua Solidarietà.  ''Sono aiutata ogni tanto dagli assistenti sociali – ha raccontato ad alta voce - vado alla Caritas, vado al Banco alimentare. Ho diverse patologie cliniche, sono sei mesi che
sono alla disperazione, con attacchi di panico. Cosa dovrei fare? Chiede rivolta a taccuini e telecamere -: ci stanno portando alla disperazione, sono qui per solidarietà''.