27/09/2020
25/12/2012

La sconcertante guerra
di (don) Piero. 
Il vescovo: "Ingiustificabile"

CRONACA - Monsignor Luigi Ernesto Palletti, vescovo di La Spezia, è intervenuto oggi sulla vicenda del volantino affisso da don Piero Corsi: “In nessun modo può essere messo in diretta correlazione qualunque deprecabile fenomeno di violenza sulle donne con qualsivoglia altra motivazione, né tantomeno tentare di darne una inconsistente giustificazione”

Di Roberta Serdoz


Monsignor Luigi Ernesto Palletti, vescovo di La Spezia, è intervenuto oggi sulla vicenda del volantino affisso da don Piero Corsi: “In nessun modo può essere messo in diretta correlazione qualunque deprecabile fenomeno di violenza sulle donne con qualsivoglia altra motivazione, né tantomeno tentare di darne una inconsistente giustificazione”. 

Il giorno di Natale, la bacheca di una chiesa di provincia, un sito internet. Sono gli ingredienti di una, a dir poco curiosa, crociata che un parroco della provincia di La Spezia ha intrapreso contro le donne o meglio contro il femminicidio.


Lui si chiama don Piero Corsi, integerrimo e intransigente prelato di frontiera, così tanto severo da aver assunto per la comunità il ruolo di sacerdote esorcista ufficiale della diocesi. La missione parte qualche giorno fa dal sito radicale Pontifex.Roma.it  

“Il mondo femminile faccia autocritica, quante volte le donne provocano? Gli abiti succinti spingono alla violenza, la stampa fanatica e deviata -scrive il sito- attribuisce all'uomo questa spinta violenta ma la colpa vera è di quelle mogli e madri che non guardano i figli, non cucinano, non lavano i panni insomma non sono più l'angelo del focolare di un tempo e se una famiglia si sfascia e si arriva al delitto spesso le responsabilità sono condivise”.

L'anatema appare sul web e basterebbe a far inorridire qualunque persona di buon senso.
 Don Piero invece fa sue queste parole e inizia la dura filippica contro quei diavoli tentatori: le donne appunto. Stampa un volantino e lo affigge nelle bacheca della chiesa il giorno di Natale. Un regalo per i suoi parrocchiani, poco gradito però alla comunità che ha definito la crociata, citando il ligure De Andrè, la nuova ‘Guerra di Piero’. Il parroco infatti aveva già inveito in passato contro l'Islam, contro i turisti e i disabili, utilizzando lo stesso sistema: l'affisione. 

Al fanatismo cristiano  di don Piero hanno già risposto le donne dell'amministrazione comunale che definiscono farneticante e provocatorio lo slogan del parroco e gli ricordano quel grazie che Papa Giovanni Paolo Secondo, scrisse proprio alle donne nella lettera del 1995.

Furiosa, e giustificata, reazione del presidente di Telefono Rosa Gabriella Carnieri Moscatelli: “In Italia, che è il Paese con il maggior numero di femminicidi d'Europa e ha un altissimo numero di violenze consumate all'interno delle mura domestiche, un episodio come questo non è più tollerabile. Il messaggio è una vera e propria istigazione a un comportamento violento nei confronti delle donne. Così si offre un'inaudita motivazione ad atti criminali contro di esse”.


Crociata, battaglia o guerra che sia resta lo sconcerto. Sono 120 le donne uccise dall'inizio dell'anno una ogni 60 ore. Assassinate da mariti, ex o compagni di una vita, uomini che avrebbero dovuto amarle e proteggerle. La punta di un iceberg se si pensa alla violenza quotidiana che troppo spesso non viene neanche denunciata. Prima di denigrare un fenomeno che ha i numeri di una strage sarebbe utile (a tutti) un esame di coscienza.