30/11/2020
21/11/2012

Gaza-Israele, regge la tregua

ESTERI - Il cessate il fuoco, scattato ieri sera alle 20, sembra reggere. Festeggiamenti nella Striscia per tutta la notte. Hamas ha proclamato una 'Giornata nazionale di vittoria'. Un po' di paura questa mattina nel Sud di Israele per un falso allarme

La tregua dovrebbe scattare alle 20, dopo otto giorni di bombardamenti su Gaza e di lanci di razzi contro Israele, centoquarantasette morti palestinesi e cinque israeliani. 

Troppo tardi per Abdul Rahman Naeem, chi dice avesse due anni, chi quattro, è stato ucciso insieme al padre e alla sorellina da una bomba che ha sfiorato gli uffici della agenzia France Press a Gaza. Abdul Rahman sarebbe ancora vivo se la tregua tra Israelee Hamas fosse stata raggiunta quando sembrava a portata di mano, ieri sera. Invece, le bombe sono tornate a cadere su Gaza e i razzi a partire verso le città israeliane. 

E' stata la trattativa delle condizioni impossibili quella per cui Hillary Clinton ha fatto la spola tra la Cisgiordania, Gerusalemme e Il Cairo, sua ultima missione da segretario di Stato. Entrambe le parti chiedevano più della fine delle ostilità. Hamas voleva la fine del blocco di Gaza, una vittoria politica, Israele era disposto a esaminare la questione, ma solo dopo tre mesi senza lanci di razzi da Gaza. L'ala più dura di Hamas non si fidava, temeva che Netaniahu volesse solo una tregua fino alle elezioni israeliane e poi ricominciasse con le uccisioni mirate. 

Era stata proprio l'uccisione di un capo militare di Hamas, al Jabari a scatenare gli ultimi lanci di razzi e la rappresaglia israeliana. Rappresaglia che ora rischiava di sfuggire di mano, con un attentato a Tel Aviv, una invasione esclusa perché troppo rischiosa, tutto il mondo musulmano dalla Turchia all'Egitto al Qatar che si è schierato con Gaza, gli Stati Uniti che esprimevano solidarietà ma chiedevano a Israele di fermarsi. 
A complicare le cose anche l'Iran che oggi per la prima volta ha detto: “I nostri pasdaran sono a Gaza e combattono con Hamas, abbiamo fornito noi la tecnologia per i razzi a lunga gittata che colpiscono Tel Aviv”. Una ammissione che sembra fatta apposta per provocare una deflagrazione del Medio Oriente, le cui conseguenze non sono prevedibili per nessuno.