30/11/2020
25/01/2013

Bufera Mps tra economia, politica e campagna elettorale

SIENA - Il caso del Monte dei Paschi irrompe con fragore tra i temi della campagna elettorale. A Siena Beppe Grillo partecipa all'assemblea straordinaria degli azionisti dell'istituto bancario e attacca il partito democratico: "Bisognerebbe chiamare tutti i segretari del Pd, o Ds, dal '95 a oggi e fargli delle domande: qualcuno dovrà dire dove sono andati questi soldi"

La vicenda Monte dei Paschi scuote sempre più i palazzi del potere. Trema il mondo dell'economia e trema il mondo della politica investita in pieno nel mezzo di una campagna elettorale già incandescente. 

Lo scandalo dei derivati che ha aperto enormi buchi nel bilancio dell'istituto senese accende i riflettori sulla delicata questione dei controlli e della vigilanza sull'operato delle banche. In campo addirittura il Capo dello Stato. “La questione del Monte è grave - ha detto ieri  -  ma ho piena fiducia nella Banca d'Italia. Parole pronunciate dopo ore di tensione tra Tesoro e Banca Centrale. Poi il ministro dell'Economia Grilli che ha aggiustato il tiro: “Spetta alla Banca d'Italia fare i controlli, ma con via Nazionale c'é piena sintonia. Siamo in continuo contatto”. 

E oggi il governatore Visco ribadisce che bankitalia ha svolto il suo ruolo correttamente. “Sono gli ex vertici di Monte dei Paschi che hanno nascosto documenti all'autorità di vigilanza.  La verità sullo scandalo derivati è venuta fuori solo grazie alla collaborazione dei nuovi amministratori. Dunque - dice Visco - non si può insinuare che ci sia stata una mancanza di supervisione da parte dell'istituto centrale. Anzi, i controlli ci sono stati. E sono stati asfissianti. A suo tempo - ricorda il governatore - la banca centrale aveva indicato la necessità di nuovo capitale per l'istituto senese. Ed ha già aperto un' indagine, ma bankitalia non è un poliziotto. Accertare eventuali responsabilità su quanto accaduto è compito della magistratura. Da parte nostra - assicura Visco - ci sarà piena collaborazione”. 

E sul tema dei controlli  interviene dal forum internazionale di Davos anche il presidente della Bce Mario Draghi: “la vigilanza non è come una torta nella quale ciascun paese  controlla la propria fetta. Solo con una supervisione europea - dice Draghi - sarà possibile rompere i legami tra banche e governi”.

Contro tutti si scaglia il leader del Movimento 5 Stelle Beppe Grillo che oggi a Siena ha preso parte all’assemblea straordinaria degli azionisti del Monte dei Paschi. Al suo arrivo in viale Mazzini ai giornalisti che lo aspettavano ha detto: “Quello che hanno fatto alla banca Monte dei Paschi è peggio della Tangentopoli, di Craxi e di Parmalat insieme, questo è il danno che hanno fatto. Hanno fatto di un partito una banca e di una banca un partito. Mussari è un incompetente, lo hanno messo lì a fare il linoleum: stanno vendendo una banca del 1500 al mercato”. Poi il durissimo affondo al Partito Democratico: “Bisognerebbe chiamare tutti i segretari del Pd, o Ds, dal '95 a oggi e fargli delle domande: qualcuno dovrà dire dove sono andati questi soldi. Chi doveva controllare, Draghi, la Tarantola, la Consob? E' uno dei buchi più grossi in Italia e in Europa e abbiamo bisogno di risposte”.

Terminata l’improvvisata conferenza stampa Grillo è intervenuto nel corso dell’assemblea rendendosi protagonista di un botta e risposta con il presidente dell’istituto senese Alessandro Profumo: “C’è un buco nei conti di 14 miliardi di euro, bisogna subito aprire un'inchiesta”, ha detto il leader M5S. Immediata la replica di profumo: “Mi dica da dove viene questa indicazione? Qui non c'è nessun buco”.