27/11/2020
19/03/2013

"L'odio, l'invidia, la superbia
sporcano la vita!"

CITTA' DEL VATICANO - Il sole che oggi illumina Roma ha accompagnato le parole del Papa rivolte alla folla che ha gremito piazza san Pietro. E’ il giorno più importante, quello dell’inizio ufficiale del pontificato

Il sole che oggi illumina Roma accompagna le parole del Papa rivolte alla folla che  gremisce piazza san Pietro. E’ il giorno più importante, quello dell’inizio ufficiale del pontificato.  

La mattinata di Francesco è iniziata tra la gente, come ormai in pochi giorni ci ha abituato. A bordo di un’auto scoperta (e anche questa è una novità, anzi un ritorno al passato) ha fatto il giro di Piazza San Pietro distribuendo sorrisi, baci ai bambini e benedizioni. All’improvviso il fuori programma, tra la folla vede un disabile, fa arrestare la ‘Papa mobile’ e scende per abbracciarlo. E’ fatto così Jorge Mario Bergoglio e gli uomini della sua sicurezza faranno bene ad adattarsi in tempi brevi. Del resto questo Papa porta il nome del santo di Assisi, si prodiga per gli ultimi, e lo ha già dimostrato più volte nel corso del suo sacerdozio.

"Ricordiamo che l'odio, l'invidia, la superbia sporcano la vita!". E’ questo il messaggio che il nuovo Pontefice, Francesco, ha consegnato alla Chiesa nell’omelia della messa d’inizio Pontificato. “Solo chi serve con amore sa custodire! – ha continuato - Custodire vuol dire allora vigilare sui nostri sentimenti, sul nostro cuore, perché è da lì che escono le intenzioni buone e cattive: quelle che costruiscono e quelle che distruggono! Non dimentichiamo mai che il vero potere è il servizio e che anche il Papa per esercitare il potere deve entrare sempre più in quel servizio che ha il suo vertice luminoso sulla Croce”. 

Torna poi su un tema a lui molto caro: “Anche il Papa deve guardare al servizio umile, concreto, ricco di fede, di san Giuseppe e come lui aprire le braccia per custodire tutto il Popolo di Dio e accogliere con affetto e tenerezza l’intera umanità, specie i più poveri, i più deboli, i più piccoli, quelli che Matteo descrive nel giudizio finale sulla carità: chi ha fame, sete, è straniero, nudo, malato, in carcere”.

“Custodiamo con amore ciò che Dio ci ha donato”, ha chiesto infine il Papa rivolto ai circa 200mila presenti. “Custodire il creato, ogni uomo e ogni donna, con uno sguardo di tenerezza e amore, è aprire l’orizzonte della speranza, è aprire uno squarcio di luce in mezzo a tante nubi, è portare il calore della speranza! E per il credente, per noi cristiani, come Abramo, come san Giuseppe, la speranza che portiamo ha l’orizzonte di Dio che ci è stato aperto in Cristo, è fondata sulla roccia che è Dio”.

Tanti gli applausi che hanno sottolineato l’omelia da Papa di Francesco. Dopo le celebrazioni di rito, il nuovo pontefice ha salutato, dentro la basilica di San Pietro, le delegazioni che da tutto il mondo sono venute a Roma.  Il sorriso e la cortesia hanno caratterizzato anche questo momento di una lunga, bella, cerimonia.