27/11/2020
18/11/2012

Razzi e raid

ESTERI - Quattordici persone, di cui otto combattenti, sono state uccise dai bombardamenti aerei israeliani nella giornata di ieri. A queste vittime purtroppo vanno aggiunti i tre bambini deceduti nella notte, altri due sono gravemente feriti. Nonostante tutto secondo il presidente egiziano Morsi una tregua a Gaza potrebbe essere a portata di mano

Quattordici persone, di cui otto combattenti, sono state uccise dai bombardamenti aerei israeliani nella giornata di ieri. A queste vittime purtroppo vanno aggiunti i tre bambini deceduti nella notte, altri due sono gravemente feriti. A questo punto Il bilancio delle vittime palestinesi supera le 50 persone.

I miliziani di Hamas continuano a lanciare i loro razzi.  Uno è stato distrutto dal sistema antimissile Iron Dome, cupola di ferro, mentre si dirigeva verso Tel Aviv. Gli aerei israeliani da parte loro hanno raso al suolo gli uffici del primo ministro di Gaza Hanieh e altri obiettivi come il comando della polizia, o le case di militanti di Hamas. Anche il quartier generale dei mass media stranieri a Gaza è stato colpito. Fra gli uffici che vi hanno sede vi sono: la Sky News, la Mbc Tv, al Arabya, la Arf Tv e la Orf. Otto giornalisti sono rimasti feriti e, secondo fonti locali, ad uno di essi, Khader Al Zahar un cameraman palestinese, è stata amputata una gamba.

Nonostante tutto secondo il presidente egiziano Morsi una tregua a Gaza potrebbe essere a portata di mano. Intanto Israele richiama 75mila riservisti e si prepara all'eventualità di una invasione della striscia. Nelle prossime quarantotto ore una delegazione della Lega Araba sarà a Gaza,  si spera di potere arrivare a una tregua: stop ai razzi di Hamas in cambio dell'apertura dei valichi di Gaza e di uno stop agli omicidi mirati da parte degli israeliani. 

E' stato proprio uno di questi omicidi a far esplodere l'ultima fiammata di guerra il 14 novembre quando un comandante di Hamas, Ahmed al Jabari, è stato ucciso nella sua auto, quattro giorni dopo che fazioni estremiste palestinesi avevano lanciato un razzo anticarro Kornet contro soldati israeliani. 

Provocazioni e attacchi che disegnano un quadro complesso. Hamas si sente rafforzato dalle vittorie islamiche in altri Paesi arabi ma teme di essere scavalcata da altri gruppi più radicali. Israele si sente minacciata dai razzi a lunga gittata capaci ormai di raggiungere le sue città, alla vigilia del voto alle Nazioni Unite sul riconoscimento di uno Stato palestinese, previsto a fine mese, e delle elezioni politiche che si terranno tra due mesi. 

Lo Stato ebraico ha ottenuto un massiccio appoggio internazionale mentre in Cisgiordania ci sono proteste e scontri, le prossime ore diranno se ci sarà un cessate il fuoco o se Israele sceglierà di invadere ancora una volta la striscia di Gaza.