28/11/2020
03/07/2011

No Tav: guerriglia
in Val di Susa

Ancora dure proteste contro l’alta velocità. Almeno 70 mila ai due cortei. Scontri tra polizia e frange violente nei boschi e intorno al cantiere: feriti nei due schieramenti. Un ragazzo è in gravi condizioni. Grillo: "no-Tav eroi". Casini:" gli eroi sono i poliziotti e gli operai". Bersani:"la condanna della violanza per noi è senza equivoci"

notavDurissimi scontri in val di Susa, nei boschi e intorno al cantiere dell'alta velocità. Oggi in una nuova tornata di dure proteste alcune centinaia di giovani del centri sociali hanno raggiunto il cantiere e sfondato la rete, ma sono stati respinti dalle forze dell'ordine, con alcuni feriti nei due schieramenti.

A decine di migliaia, almeno 70 mila, si radunano a Exilles, Giaglione e Chiomonte, in val di Susa, per partecipare alle marce di protesta contro la Tav. Diretti all'area della Maddalena dove da pochi giorni è stato aperto il primo cantiere delll’alta velocità. Il primo corteo parte da Giaglione con almeno 1500 partecipanti, il secondo, il più imponente si muove dal forte di Exilles, poco dopo le dieci di mattina. I dimostranti sono almeno 10 mila. Alla testa del corteo i sindaci dei 23 comuni della valle, dietro a loro sfilano molte famiglie con i loro bambini. Per i cortei, l’appuntamento è alla centrale idroelettrica della Maddalena, ma le frange più radicali mirano a raggiungere il cantiere.

Mescolati ai dimostranti locali, gruppi di autonomi e frequentatori dei centri sociali; alcuni di loro  vengono da Roma, dal Veneto e anche dalla Francia. “La Tav non si farà mai - dice Alberto Perino, leader del movimento no-Tav - perchè non ci sono i soldi, perchè non hanno le idee chiare e perchè ci siamo noi. L’unica cosa che riescono a fare è aprire cantieri per mangiare i soldi pubblici”. “Questa manifestazione - commenta Sandro Plano, presidente della Comunità montana - è il segnale che non esiste tutto questo consenso sbandierato, nella valle di Susa ci sono migliaia e migliaia di persone contrarie e ci sono i sindaci di 23 comuni che hanno deliberato la loro contrarietà all'opera”. Per Antonio Ferrentino, sindaco di S. Antonino di Susa, la mobilitazione di oggi contro la Tav Torino-Lione “consente agli amministratori di chiedere con forza l'apertura di un tavolo di confronto nazionale per trovare una soluzione tecnico-politica”.

Un'altra ala radicale del movimento, proprio all'inizio della manifestazione si stacca dal corteo di Exilles, e si incammina lungo i sentieri dei boschi in direzione Ramats. Partono numerosi di razzi di segnalazione, come già avvenuto lo scorso 27 giugno, per scandire i tempi di azione dei diversi gruppi no-Tav.

Il cantiere viene assediato dai dimostranti ai quali si aggiungono i Black Block che attaccano da ogni lato. I no-Tav lanciano pietre, petardi, bombe carta e bottiglie di ammoniaca. Le forze dell’ordine rispondono con bordate di gas lacrimogeni. L’aria diventa irrespirabile. Una pietra ferisce lievemente un operaio.  I feriti tra le forze dell'ordine sono 76 poliziotti, 15 gli attivisti colpiti da lacrimogeni lanciati ad altezza d’uomo. Uno studente veneziano versa in gravi condizioni. Cinque gli arresti.

“Queste sono prove tecniche di dittatura, ho la stessa sensazione del G8 di Genova”, dice Beppe Grillo che definisce “eroi” i no-Tav. “Gli eroi sono i poliziotti e gli operai, non i manifestanti ne’ tantomeno i delinquenti che tirano le pietre” risponde Pier Ferdinando Casini, dal suo profilo su Facebook. “ C’è una sinistra estrema che condiziona tutta la sinistra – dichiara il presidente del senatori Pdl, Maurizio Gasparri - "Incoraggiati da ogni demagogia della sinistra, gruppi di violenti scendono in campo sfruttando la vicenda Tav per un chiaro disegno politico”.
"Isolare, condannare la violenza e ripudiarne ogni presunta giustificazione è un dovere elementare di tutte le forze politiche e delle persone civili. Su questo concetto non è per noi tollerabile nessun equivoco", ribadisce il segretario Pd, Pier Luigi Bersani.