30/11/2020
23/04/2013

Terminate le consultazioni
Attesa per la decisione di Napolitano

ROMA - Giornata piena al Quirinale. Il presidente Napolitano ha incontrato i delegati di tutte le forze politiche. Domani mattina sapremo su chi cadrà la scelta del Capo dello Stato. I nomi più accreditati restano sempre quelli di Giuliano Amato ed Enrico Letta

Incarico, giuramento, fiducia delle Camere. È questo il percorso che Napolitano ha studiato per far entrare in carica il nuovo governo, subito dopo la sua rielezione. La pratica palazzo Chigi va chiusa entro fine settimana. Il 25 aprile per l'occasione potrebbe diventare la festa di liberazione dall'incertezza con la nascita di un nuovo esecutivo che sarà politico con autorevoli innesti tecnici. Napolitano detta i tempi a partiti debolissimi che lo hanno pregato di restare e che ora devono accettare le sue decisioni perché altrimenti dovranno trovarsi un nuovo presidente della Repubblica, se ci riescono.

Napolitano sceglierà tra stasera e domani mattina un nome che gli dia le più ampie garanzie, una personalità di completa fiducia, attrezzata per affrontare l'emergenza economica e per realizzare il programma in gran parte scritto dai saggi. L'uomo che gode di maggior credito presso il Capo dello Stato è un veterano della politica, per due volte presidente del Consiglio, Giuliano Amato che oggi a Pisa, ha negato di aver in programma patrimoniali o nuovi prelievi forzosi sui conti correnti. Al contrario ha in mente un piano per temperare l'austerità che moltiplica la recessione.  L'handicap per la candidatura Amato è il suo vissuto politico. La Lega sul suo nome pone un veto non negoziobile. Il ‘dottor sottile’ attira simpatie e anche forti resistenze tra chi dovrà votargli la fiducia.

L'altro nome forte che circola in queste ore, che presenta minori controindicazioni oltre a godere di assoluta stima da parte di Napolitano  è Enrico Letta, vicesegretario del Pd. Accanto a lui anche figure istituzionali come il presidente della Consulta Gallo, il presidente dell'Istat Giovannini e il direttore generale di Bankitalia Saccomanni. 

Per tutto il giorno si sono rincorse voci sulla candiatura di Matteo Renzi, sponsorizzato da una parte del Pd e gradito al Pdl. Col passare delle ore però il suo nome perde quota. E lo stesso Renzi si schermisce: “La mia è l'ipotesi più sorprendente e meno probabile. non credo sia sul tappeto”.

Ma vediamo come è andata la giornata di consultazioni. La Lega sale al Quirinale da sola, senza Pdl. Le posizioni sono diverse. Allo stato quello del Carroccio è un no secco ad appoggiare un governo anche se Maroni si augura in carica entro la settimana. Fra le condizioni padane ci sono macroregione del nord, 75 per cento delle tasse lasciato ai territori e un veto su due nomi: Giuliano Amato e Mario Monti. 

Nel serratissimo pomeriggio del Colle seguono proprio i montiani. Il loro sostegno alle larghe intese è pieno e scontato, l'auspicio un governo stabile, che duri il tempo necessario a realizzare le riforme indicate dai dieci saggi.

Tocca poi a Sel con Vendola che, pur ringraziando Napolitano per aver accettato di accompagnare il Paese fuori dalla paralisi, conferma che “voteremo no a qualunque governo che abbia il blocco bersluconiano al proprio interno”. Insomma no al governissimo ma “saremo disponibili a dare collaborazione a tutto ciò che potrà alleviare i dolori del Paese”. 

I Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, Guido Crosetto e Ignazio La Russa,  chiedono subito l’elezione diretta del capo dello Stato e del governo, Riforma fermatasi a metà del guado nella scorsa legislatura.

Sale al Colle anche la delegazione del Movimento 5 Stelle dopo un voto scaturito dalla lunga assemblea dei parlamentari, chiamata a decidere se fosse meglio disertare o meno. Niente strappi istituzionali la linea che ha la meglio a larga maggioranza. Posizione dura la loro come viene definita dai portavoce Crimi e Lombardi: “Siamo noi l'unica opposizione del Paese ma valuteremo caso per caso".


Il Pdl, che sale al Quirinale con Berlusconi Alfano Schifani e Brunetta, è pronto a impegnarsi in un “governo politico forte e duraturo – dice Berlusconi che continua - Da parte nostra daremo massimo sostegno al premier designato dal capo dello Stato".

Ultimi a incontrare il presidente Napolitano sono stati i delegati del Partito Democratico guidati da Enrico Letta che ha annunciato il Pd parteciperà attivamente "alla nascita di un governo sulla scia delle indicazioni di Napolitano. Due i punti essenziali del nuovo esecutivo: affrontare l'emergenza economico-sociale e attuare la riforma della politica".

Ora non resta che aspettare di conoscere la decisione del Presidente prevista per domani in mattinata.