28/11/2020
12/07/2012

Francia su Tav, "Servono nuove risorse"

PARIGI – I dubbi si ripercuotono anche in Italia coinvolgendo la linea Torino-Lione. Dopo che Le Figaro aveva anticipato l'intenzione del governo francese di riesaminare ed eventualmente rinunciare a diversi progetti sull’Alta Velocità

tavLa Francia frena sull'Alta Velocità, e i suoi dubbi si ripercuotono anche in Italia coinvolgendo la linea Torino-Lione. Dopo che Le Figaro aveva anticipato l'intenzione di Parigi di riesaminare ed eventualmente rinunciare a diversi progetti di Tgv (Tav), tra cui la tratta in Val Di Susa, da tempo oggetto di scontri anche accesi fra le diverse fazioni, in serata il governo francese ha spiegato che la Torino-Lione ha “un'importanza maggiore”, “diversa dagli altri”, ma per poter passare alla sua concreta realizzazione servono “nuovi finanziamenti” da parte della Ue: data la crisi economica, serve un “nuovo accordo” con l'Italia e con Bruxelles su questa vicenda.

Dichiarazioni che danno la stura alla reazione dei no tav, che tornano a ribadire l'inutilità dell'opera, mentre l'Osservatorio tecnico italiano minimizza: '”Una tempesta in un bicchier d'acqua”, la definisce il commissario straordinario per la Tav, Mario Virano. “L'ambasciatore francese a Roma Alain Le Roy mi ha detto che gli impegni presi sono fuori discussione”, afferma.

Secondo Le Figaro e Les Echos, Parigi - che a causa della crisi non ha mezzi sufficienti per finanziare il piano di infrastrutture da 260 miliardi che Sarkozy annunciò nel 2007 - intende riesaminare dieci progetti, fra questi anche la Torino-Lione, che secondo le Figaro è nella 'hit parade' dei cantieri a rischio, a causa del costo elevato (12 miliardi) e del calo del traffico merci. Il ministero del Bilancio frena: sull'eventuale stop “non bisogna trarre conclusioni affrettate”, per il momento non c'è alcuna rinuncia, ma l'intenzione di “valutare la correttezza degli investimenti pubblici” annunciati da Sarkozy ed ordinarli in ordine “prioritario”. Le conclusioni del lavoro, puntualizzano a Parigi, sono attese “entro la fine dell'anno”. Ma più tardi il governo di Parigi aggiunge che “'il lancio dei lavori definitivi necessita di un forte impegno finanziario da parte dell'Unione europea”, senza tuttavia quantificare la somma di questo contributo; la Torino-Lione “è un progetto diverso dagli altri, che ha dimensioni europee e un importante interesse ambiental”, e proprio per questo serve “un altro accordo” tra le parti “che comprenda nuovi contributi” da parte di Bruxelles, visto che è la stessa Ue a chiedere agli Stati membri un maggiore rigore finanziario.”Il progetto è a un tale stadio di avanzamento in cui bisogna prendere una decisione definitiva”, sottolineano a Parigi.

Ieri, il ministro francese del Bilancio, Jerome Cahuzac, ha detto che “lo Stato ha previsto una serie di progetti senza averne fissato i finanziamenti. Il governo non avra' altra scelta che rinunciare ad alcune opzioni”. “Ridaremo un senso alle politica dei trasporti, un senso che è mancato al Paese”, gli ha fatto eco oggi il ministro dei Trasporti, Frederic Guivillier, bollando i progetti ferroviari annunciati dal precedente governo come una “promessa elettorale”. Guivillier ha anche insistito sull'opportunità di migliorare le linee esistenti piuttosto che crearne di nuove.

Intanto, il popolo dei No-Tav esulta. “In Francia oggi si accorgono che la Torino-Lione è inutile. Lo diciamo da anni. E i manifestanti No Tav sono ancora in carcere senza processo”, sottolinea Beppe Grillo, mentre i verdi parlano di sacrifici “immorali” dell'Italia in caso di un no della Francia e il presidente di Sel, Nichi Vendola, si chiede come reagirebbe il lato Italiano “se la Francia mollasse”.