27/11/2020
02/01/2013

Monti: l'uscita dal tunnel è vicina

ROMA - Il premeir uscente si mostra ottimista sul futuro dell'Italia. Ospite di Radio Anch'io lancia i punti che faranno parte del suo programma, qualora venisse eletto. Poi risponde a Berlusconi, sull'idea della commissione d'inchiesta

''Riduzione numero dei parlamentari e semplificazione del processo legislativo e organizzazione territoriale dello Stato''. Sono i punti che Mario Monti mette in cima alla sua lista di riforme, se tornerò a Palazzo Chigi, dice. Il premier uscente comincia così la sua campagna elettorale,  a 'Radio Anch'io' rispondendo alle domande del direttore del Gr Rai Antonio Preziosi.
Secondo Monti, ''serve una legislatura costituente. Ciò che è da fare non è nuovo, ciò che è mancato è lo spirito e la volontà coesa per farlo. Spero che la prossima legislatura faccia capire agli italiani che c'è un interesse comune e che occorre battersi affinché l'Italia non sia una Cenerentola e che non si parli di complotti contro l'Italia. Siamo seri, siamo adulti...''.

E non risparmia stoccate. Una commissione d'inchiesta? "E' un'idea stravagante". Il premier commenta l'uscita di Silvio Berlusconi di istituire una commissione parlamentare d'inchiesta sul "complotto" internazionale che ha portato nel novembre 2011 alla caduta del governo del Cavaliere e l'affidamento di Palazzo Chigi a Monti.

Poi continua: "Berlusconi ha usato contro di me armi improprie, come i valori della famiglia. La cosa si commenta da se".  E discute sui repentini cambi di fronte: "Forse allora ero un leaderone, mi ha offerto di prendere la guida del fronte dei moderati -ha aggiunto-. Poi ha detto che il governo ha
fatto solo disastri, poi che ha fatto tutto il possibile. Spero che gli elettori siamo meno confusi di me".
Il professore si rivolge anche a Pierluigi Bersani, segretario del Pd: “Da che parte sta Monti? Io sto per le riforme che creino più posti di lavoro e perché l'Italia sia più competitiva".
"E' difficile ragionare su dove uno sta. Pochi giorni fa numerosi parlamentari del Pd - Morando, Tonini, Vassallo – hanno scritto una lettera aperta 'su tasse lavoro e riforme: il Pd stia con Monti'", ha detto il Professore. "Io desidero che il mondo politico si schieri sulle idee, io sono salito, sceso, entrato in campo non schierandomi pro o contro singoli partiti ma fortemente per determinate idee".

Infine ragiona sull’uscita dalla crisi nel Paese: "La luce alla fine del tunnel la vedo più vicina di prima. E sono molto più ottimista che nel frattempo il tunnel non ci crollerà sulla testa travolgendoci come abbiamo rischiato. Molto dipende dall'economia mondiale. Se in Ue le politiche per la crescita partono il tunnel potrà accorciarsi".