27/09/2020
02/08/2011

Bologna ricorda
la strage del 1980
Il governo non c'é

“Il ricordo di quella strage è scolpito nella coscienza della Nazione e sollecita ogni giorno l'impegno civile della intera collettività nel prevenire qualsiasi rigurgito di intolleranza e di violenza". Napolitano ricorda la strage, il governo no

“Il ricordo di quella strage è scolpito nella coscienza della Nazione e sollecita ogni giorno l'impegno civile della intera collettività nel prevenire qualsiasi rigurgito di intolleranza e di violenza e nel difendere e consolidare i valori fondanti della nostra democrazia”. E’ un passaggio del telegramma inviato da Giorgio Napolitano in occasione del 31esimo anniversario della strage alla stazione di Bologna. Un messaggio, quello del Presidente, accolto dagli applausi della grande folla riunitasi oggi in Piazza Medaglie d’Oro e che per un momento ha cancellato l’amarezza causata dalla assenza (per il secondo anno consecutivo) del governo alla cerimonia.

“Io mi sono stancato di prendere fischi”. A dirlo è Filippo Berselli, bolognese, ex sottosegretario alla Difesa, senatore e presidente della Commissione Giustizia del Senato e attuale numero uno del Pdl in Emilia-Romagna. “Queste celebrazioni non sono più un momento di raccoglimento e di omaggio alle vittime, ma si sono trasformate in una strumentalizzazione politica e in un'occasione di attacco al Governo”.
Per il senatore nulla più di uno sfogo, per altri un goffo e improbabile tentativo di trovare una giustificazione alle ingiustificabili assenze.

Era il 2 agosto 1980 e la bomba che esplose alla stazione causò, giova ricordarlo agli smemorati, 85 morti e 200 feriti.
 
Ed è proprio a quelli con la memoria corta che si rivolge il sindaco Virginio Merola: “si lavori con le scuole per mantenere viva la memoria. Mentre noi siamo impegnati nel ricordo, dispiace e colpisce il comportamento del governo. Si possono anche non avere risposte nuove, ma non si può mancare di rispetto ai famigliari e alla città. Si deve avere il coraggio delle proprie responsabilità, che il prefetto ha qui saputo rappresentare. E' vero che ci sono sempre stati fischi, ma Paolo Bolognesi ha sempre chiesto da questo palco che non vi fossero. Ora che la nostra città è tornata con le elezioni alla meritata normalità democratica, sono certo che il Consiglio comunale vorrà impegnarsi per dare risposte alle richieste dell'associazione, come le pensioni ad alcuni dei famigliari che ancora attendono, e per l'abolizione del segreto di Stato".

Il presidente dell’Associazione Vittime, Paolo Bolognesi, ha parlato riferendosi al governo di “ritorsione e fuga”.

E motivi di tensione indubbiamente non mancano. Si va dal continuo ricorso al segreto di stato, che tanto ha nuociuto alle indagini, ai mancati risarcimenti a una parte delle vittime e dei loro familiari.
 
Contro il segreto di Stato si scaglia anche il leader di Sinistra e Libertà Nichi Vendola: “ricorderemo ma con il nostro sdegno per l'indifferenza del Governo. E con la convinzione che il segreto di Stato sia uno dei peggiori cancri della nostra Repubblica”.