27/11/2020
21/12/2012

Cala la fiducia delle famiglie

ECONOMIA - Non lasciano dubbi i dati forniti dall'Istat. Le cause del deciso calo di fiducia sono molte: dalla disoccupazione all'aumento dei prezzi, da buste paga ferme ai risparmi che si assottigliano. Un piccolo spiraglio arriva dalla Banca d'Italia che prevede per il prossimo anno una lieve ripresa

Fine anno tempo di bilanci e tempo di speranze in ogni casa, in ogni famiglia, ma quest'anno cosa si aspettano le famiglie italiane? Ben poco secondo i dati forniti da un particolare indicatore dell'Istat, quello sulla fiducia. Così tra buste paga ferme, lavoro che si perde e risparmi che prendono il volo, le famiglie vedono nero: il valore dell'indice sale a 90,9 il peggior risultato  dal 1996.

C'é un altro dato firmato Istat che dà loro ragione, quello sulle buste paga, praticamente ferme a novembre, e cresciute appena dell'1,6 per cento in 12 mesi. Anche perché 33 contratti di lavoro attendono ancora di essere rinnovati . Così tre milioni e 700mila lavoratori non hanno soldi in più a fine mese. Poi c'é che si trova la busta paga tagliata perché è in cassaintegrazione. 

E intanto i prezzi, pur in frenata, salgono del 2 e mezzo per cento in media, quelli  degli alimentari di oltre il 3 e mezzo per cento. Sotto Natale poi i rialzi sono ancora più pesanti e così le famiglie non comprano. E c'é già qualche associazione dei consumatori che fa i conti: “Ci sarà un calo di vendite – dicono - di oltre il 12 per cento.

Panorama cupo dunque. Ma dalla Banca d'Italia arriva qualche parola incoraggiante. Nella seconda metà dell'anno prossimo l'economia italiana ripartirà. Ma sarà una ripresa debole. “A questo punto - sostiene la Banca d'Italia - il problema non è tanto la finanza pubblica, ma la crescita che deve essere robusta e duratura. Negli ultimi mesi la contrazione del pil, ovvero la misura della ricchezza del Paese, si è attenuata. Occorre fare di più. La ricetta è sempre la stessa: continuare sulla via delle riforme”.