28/11/2020
16/11/2009

"Basta
egoismi"

"I paesi poveri hanno diritto a scegliere il proprio modello economico". Benedetto XVI parla al Summit della Fao. Al vertice Fao assenti i leader mondiali

Basta "egoismo" e speculazioni  sul cibo, basta "modelli alimentari orientati al solo  consumo"  che "consentono alla speculazione di entrare persino nei mercati dei cereali per cui il cibo viene considerato alla stregua di tutte le altre merci".
Le parole del Papa alla Fao, appaiono come un appello al mondo, affinche faccia di tutto per sconfiggere la fame.
Benedetto XVI ha condannato poi la "distruzione di derrate alimentari in funzione del lucro economico" e "il ricorso a certe forme di sovvenzioni che perturbano gravemente il settore agricolo", invitando gli stati a ripensare "gli attuali meccanismi della sicurezza alimentari" che stanno rivelando tutta la loro "debolezza".

Si è aperta stamattina la tre giorni della Fao a Roma per discutere sulla sicurezza alimentare nel nostrio pianeta. Un problema, quello della fame e della cattiva distribuzione delle risorse, molto complesso, che sarà difficile esaurire in poco tempo. Tanto più che i grandi del mondo, Obama, Merkel e Sarcozy, i presidenti americano, tedesco e francesi non parteciperanno al vertice.

Questa mattina il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha inviato al Segretario Generale delle Nazioni Unite, al Direttore Generale della Fao e alle autorità partecipanti, un messaggio, nel quale ha ricordato la catastrofe quotidiana di coloro che muoiono di fame.

APPELLO DEL CAPO DELLO STATO.
"La crisi economica e finanziaria insegna che ricchezza e benessere hanno valore se largamente e equamente distribuiti. È tempo di un rinnovato impegno da parte della comunità internazionale, specie dei Paesi più ricchi, per sconfiggere la povertà e per porre le basi di uno sviluppo sostenibile e diffuso". Il Capo dello Stato sottolinea che "nel 2009 circa un miliardo di persone ha sofferto la fame" e "questa drammatica realtà non può lasciare indifferenti".

A queste parole si aggiungono quelle del Segretario generale dell'Onu, Ban Ki-moon, che ha evidenziato come "solo oggi 17mila bambini moriranno di fame, eppure il mondo ha abbastanza cibo per sfamarli e questo non è accettabile".

OBIETTIVI. L'obiettivo di Diouf è quello di porre all'attenzione pubblica il dramma della fame, che colpisce oltre un miliardo di persone nel mondo, e raccogliere l'assenso dei paesi sviluppati a stanziare circa 44 miliardi di dollari all'anno per investire nel sistema agricolo
dei paesi poveri.

SPICCANO LE ASSENZE DEI GRANDI. 60 i capi di governo di tutto il mondo presenti al vertice. Ma l'appello di Diouf a far fronte alla fame nel mondo rischia di cadere nel vuoto vista l'assenza proprio dei leader dei paesi ricchi. Il rischio è dunque quello di un flop.