28/09/2020
24/05/2011

Fincantieri
Lacrime e sangue
Incidenti a Genova

Fincantieri nella bufera. Da Nord a Sud sale la protesta dei lavoratori impiegati nei vari stabilimenti della società che, secondo il piano industriale, annunciato ieri a Roma, sono a rischio chiusura. Da Castellammare di Stabia a Genova i lavoratori difendono il posto di lavoro. Incidenti a Genova tra manifestanti e forze dell'ordine

Fincantieri nella bufera. Da Nord a Sud sale la protesta dei lavoratori impiegati nei vari stabilimenti della società che, secondo il piano industriale che è stato annunciato ieri a Roma, sono a rischio chiusura.
 
A Castellammare di Stabia, in provincia di Napoli, un gruppo di operai sta bloccando la Statale Sorrentina all’altezza del bivio di Pozzano.
Lo storico stabilimento di Castellamare è tra quelli che dovrebbero essere chiusi. Un altro centinaio di lavoratori sta presidiando il cantiere. Un terzo gruppo invece si trova all’interno del Municipio e ha passato la notte nell’edificio. Notte poco tranquilla, almeno a giudicare dai gravi danni riscontrati. Danneggiate le scale di marmo, completamente distrutte sedie e mobili antichi. E poi computer, armadi, fotocopiatrici ridotte in pezzi. Non si è salvata neanche l’aula consiliare dove i banchi sono stati divelti e capovolti.
Molto preoccupato per il clima creatosi il presidente della regione Stefano Caldoro al quale il prefetto ha assegnato una scorta. A difesa dei lavoratori le parole del consigliere comunale Antonio Sicignano che si augura che “ presto vengano individuati i responsabili di tutto questo. Vanno condannati e isolati”. E poi continua: “posso affermare con certezza che non si tratta di operai”.

L’occupazione del Municipio era cominciata nella tarda serata di ieri dopo che da Roma era arrivata la notizia che, in un incontro svoltosi presso la sede di Confindustria, era stata resa nota la decisione di chiudere alcuni stabilimenti. Per oggi è prevista una giornata di durissime proteste.
Ma i problemi non si esauriscono a Castellammare. Anche i cantieri di Genova sono a rischio chiusura.

“Non chiudete il cantiere” recitava un grande striscione posto in testa al corteo degli operai Fincantieri di Sestri Ponente, che questa mattina si era diretto verso la Prefettura di Genova. Oltre alle rappresentanze sindacali delle altre fabbriche, anche il sindaco della città, Marta Vincenzi, ha sfilato insieme ai lavoratori con tanto di fascia tricolore.

Purtroppo davanti alla Prefettura ci sono stati momenti di tensione e incidenti. Dal corteo è partito un fitto lancio di pietre, bottiglie di plastica e fumogeni contro il palazzo presidiato dalle forze dell’ordine in tenuta antisommossa.
Al momento risultano due feriti tra gli operai. Uno, più grave, colpito alla testa è stato ricoverato in ospedale. Triste e ironico il commento dei suoi compagni: “”abbiamo ricevuto l'attenzione dello Stato” ha detto ai giornalisti presenti.

Sul fronte politico intanto il presidente della Regione Liguria, Claudio Burlando, ha incontrato il prefetto di Genova Francesco Musolino per chiedere un incontro urgente con il governo. E una prima risposta è arrivata. Il ministro dello Sviluppo Economico Paolo Romani ha convocato, per venerd’ 3 giugno, i vertici di Fincantieri e i sindacati per discutere il piano di riorganizzazione industriale annunciato dall’azienda.