27/11/2020
15/11/2012

Israele-Gaza, tensione altissima

ESTERI - Drammatico botta e risposta tra israeliani e palestinesi all'indomani dell'uccisione a Gaza di Ahmed Jaabari. Un razzo colpisce un palazzo nel sud di Israele, 3 vittime. Altri 13 morti causati dai raid aerei di israeliani sulla Striscia. In entrambe i casi le vittime sono civili. L'Onu: "Basta violenze"

Tornano a materializzarsi gli spettri della guerra nella Striscia di Gaza. A quattro anni dalla sanguinosa operazione 'Piombo Fuso', ieri Israele ha lanciato una massiccia offensiva aerea sulla Striscia, uccidendo Ahmed Jaabari, 52 anni, comandante del braccio armato della fazione islamica (Brigate Ezzedin al-Qassam), il regista della cattura di Ghilad Shalit e di fatto l' 'uomo forte' di Gaza. La sua eliminazione è giunta dopo che per giorni Hamas aveva indirizzato da Gaza i propri razzi contro il Neghev israeliano.

Dopo l’uccisione di Jaabari sono ripresi i lanci di razzi dalla Striscia verso il sud di Israele e questa mattina un palazzo a Kiryat Malachi è stato colpito e ci sarebbero tre morti. Altre persone sarebbero intrappolate nella struttura. Secondo la Croce Rossa le tre persone rimaste uccise nel palazzo sono due donne e un uomo, tutti intorno a 30 anni. Tra i feriti c'è anche un ragazzino di 4 anni. Altre due ragazzine sono state portate in ospedale a causa delle ferite provocate dall’esplosione. Anche il padre di una di loro è rimasto ferito dall'attacco.

La risposta israeliana non si è fatta attendere: almeno 20 i raid aerei fino a questo momento. Alto il costo in vite umane, almeno tredici i palestinesi uccisi e una trentina i feriti. E a farne le spese come sempre, da una parte e dall’altra, soprattutto i civili inermi. Secondo un'attivista italiana che si trova nell'ospedale di Gaza, tra le vittime ci sarebbe anche una bambina. "La città è nel caos, le ambulanze arrivano in continuazione, abbiamo contato oltre dieci feriti, tra i quali donne e bambini", ha aggiunto la donna. L'aviazione israeliana continua con insistenza i raid nella striscia di Gaza contro infrastrutture di Hamas e contro cellule impegnate nel lancio di razzi. Una di queste è stata colpita stamane a Khan Yunes (nel sud della Striscia): tre miliziani sono rimasti uccisi.

Immediata la riunione del Consiglio di Sicurezza dell'Onu, chiesta dall'Egitto, che è durata quasi due ore. Nessuna dichiarazione formale è stata rilasciata al termine ma “il messaggio emerso, - spiega l'ambasciatore indiano Hardeep Singh Puri, presidente di turno dei Quindici - è chiaro: la violenza deve cessare". All'incontro sono intervenute le due parti in causa, da un lato l'Autorità Palestinese e dall'altro Israele. "Il popolo palestinese è soggetto quotidianamente e inesorabilmente a una brutale aggressione da parte di Israele" denuncia l'osservatore permanente dell'Autorità Palestinese all'Onu Ryad Mansour. "Siamo venuti davanti al Consiglio di Sicurezza per dire basta: basta ai bagni di sangue, alle ingiustizie e alle politiche illegali contro i palestinesi" incalza Mansour. Secca la replica di Israele. "Hamas si nasconde dietro ai suoi civili per colpire i nostri civili" afferma l'ambasciatore israeliano all'Onu, Ron Prosor.

Molto chiara la posizione Usa: Barack Obama in un colloquio telefonico con il presidente egiziano Mohamed Morsi ha "condannato" il lancio di razzi da Gaza su Israele e "ribadito" il diritto di Israele all'auto-difesa.