30/11/2020
29/12/2012

Lega: No a Silvio premier

POLITICA - Maroni chiede all’ex alleato di ritirare la candidatura a Palazzo Chigi mentre Alfano ‘twitta’:”Alcune questioni con il Carroccio potrebbero indurci a separare nostro percorso”. Berlusconi: “Se vinciamo inchiesta su Monti”. Casini: “Scelgo io i candidati”. Il ministro Passera voleva lista unica e minaccia di non candidarsi

montiAl vertice fra Pdl e Lega nella residenza milanese di Silvio Berlusconi arriva Roberto Calderoli. L'ex ministro raggiunge Alfano, Formigoni e Verdini. Passano due ore e il responsabile organizzativo della Lega lascia la riunione senza dichiarazioni. Bisogna chiudere l'accordo con il Carroccio in Lombardia e alle politiche.

Qualcosa non è andato per il verso giusto? Silvio Berlusconi è “tranquillo” e confida di potere trovare un accordo con la Lega Nord che altrimenti resterebbe “un partito piccolo o come dicono i francesi 'quantitè negligeable”. L'ex premier lo dichiara arrivando a Milano per l'incontro “con i signori della Lega”. “Se diventassimo in competizione - ha aggiunto - cadrebbero in un tempo, e in un tempo non lungo, sia Piemonte che Veneto e quasi circa cento amministrazioni comunali. Quindi la Lega si troverebbe fuori da tutti i giochi, diventerebbe un partito ininfluente. Non credo che arriveremo a questo”.


Appena sceso dal Frecciarossa con la fidanzata Francesca Pascale, Silvio Berlusconi pressato da un nugolo impressionante di giornalisti e cameraman, aveva detto la sua anche sul Professore. “Monti è l'incubo di oggi: ha ingannato tutti, a cominciare da Napolitano. Aveva assicurato di restare fuori dalla politica, promesse da marinaio” e poi lancia sospetti sul modo in cui sarebbe caduto il suo governo: “In quel momento c'è stata una vera e propria congiura e noi, vincendo, instaureremo subito una commissione per esaminare quei fatti. Ho sentito ministri dire che eravamo sull'orlo del baratro: mascalzonate”. Una congiura che merita addirittura una commissione parlamentare d'inchiesta: in caso di vittoria, promette Berlusconi. Maroni continua a chiedere all’ex alleato un passo indietro da candidato premier mentre Angelino Alfano ‘twitta’ sul rapporto con il Carroccio:”Alcune questioni non ci convincono e potrebbero indurci a separare il nostro percorso”.

Nel primo giorno della campagna elettorale Mario Monti e famiglia sono a Venezia. Nessuna risposta agli attacchi di Berlusconi, nessun commento su quella che Le Monde definisce un'entrata in politica applaudita da chiesa e milionari. Il sì definitivo a guidare la coalizione centrista è arrivato dopo il vertice sulle candidature, teatro però della prima spaccatura nel fronte montiano. Casini, con Riccardi e i montezemoliani, ha avuto la meglio su Corrado Passera, che avrebbe preferito una lista unica non solo per il Senato - dove si chiamerà Agenda Monti per l'Italia - ma anche per la Camera. 

A Montecitorio, invece, accanto alla lista correranno anche Udc e Fli. Casini nega tensioni o scontri, ma Passera scende dal treno centrista, non si candiderà, parla di pausa di riflessione. Anche il ministro Cancellieri smentisce l'intenzione di voler entrare nell’agone. Monti ottiene che sia Enrico Bondi a valutare le candidature, ma Casini e Fini godranno di un certo margine di manovra. Per il leader Udc, però, come per Italia Futura, la priorità è ormai buttarsi in campagna elettorale, raccogliere voti oltre a nuove e prestigiose adesioni. 

“Non saremo una stampella del Pd - giura Casini - puntiamo a vincere, ribadiamo la nostra vocazione maggioritaria. L'agenda Monti - aggiunge - va mitigata, la integreremo su famiglia e welfare, non è tempo per un rigore disumano”.