27/09/2020
23/05/2012

Napolitano: “Non escluso il ritorno dello stragismo”

PALERMO - Il presidente sull'attentato di Brindisi: “I colpevoli la pagheranno, saranno assicurati alla giustizia”. Ai giovani: “Scendete al più presto in campo”. Il premier: “L'unica ragione di Stato è la verità”

napol“Voglio dirvi completate con impegno la vostra formazione, il vostro apprendistato civile e scendete al più presto in campo...”. si conclude con un appello di un Giorgio Napolitano commosso,  la commemorazione del ventennale della strage di Capaci a Palermo. Nell'aula bunker dell'Ucciardone, luogo simbolo della lotta alla mafia, il capo dello Stato si rivolge ai ragazzi sollecitandoli a seguire l'insegnamento dei due magistrati assassinati dalla mafia. 

Nel ricordare l'impegno profuso da Falcone e Borsellino in nome della giustizia, fino al sacrificio estremo, si commuova anche ricordando Melissa, la studentessa rimasta uccisa nell'esplosione della bomba alla scuola 'Morvillo-Falcone' di Brindisi. “Una cosa è certa: questi nemici del consorzio civile e di ogni regola di semplice umanità avranno la risposta che si meritano – dice il Capo dello Stato -  se hanno osato troncare la vita di Melissa e minacciare quella di altre sedicenni aperte alla speranza e al futuro, se l'hanno poi fatto a Brindisi in quella scuola, per offendere la memoria di una donna coraggiosa, di una martire come Francesca Morvillo Falcone, la pagheranno, saranno assicurato alla giustizia”, sottolinea vibrante Napolitano. 


Il presidente avverte anche che non è da escludere “che la mafia possa tentare feroci ritorni alla violenza, anche di tipo stragistico e terroristico”,  però “bisogna proseguire con la più grande determinazione e tenacia sulla strada segnata con sacrificio da Falcone e Borsellino. La mafia e le altre espressioni della criminalità organizzata rimangono un problema grave della democrazia e della società”, spiega il Capo dello Stato il quale aggiunge “siamo preoccupati per la persistente gravità della pressione e della minaccia mafiosa, non la sottovalutiamo ma ci sentiamo ben più forti di quei tragici momenti del 1992”. 


In precedenza era stato il premier, a ricordare il ventesimo anniversario della strage di Capaci. “Non bisogna mai stancarsi di cercare la verità sulla morte di Giovanni Falcone come su quella di Paolo Borsellino” aveva detto Mario Monti.  “Non c'è alcuna ragione di Stato che possa giustificare ritardi nell'accertamento dei fatti e delle responsabilità. L'unica ragione dello Stato è la verità: verità per le vittime e per i familiari, verità per i cittadini, verità per gli onesti, verità per la speranza dei nostri figli”. E infine “No alla mafia, no all'illegalità, no alla corruzione, no al ricatto e alla logica dello scambio di chi promette e poi scarica su altri le responsabilità. Sì alla giustizia, all'impegno gratuito e alla legalità”.