27/11/2020
18/04/2013

Bersani lancia Prodi
L'assemblea approva
Al via terzo scrutinio
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POLITICA – E' terminata l'assemblea dei grandi elettori del Partito Democratico. Il segretario Pier Luigi Bersani ha proposto il nome di Romano Prodi che è stato approvato all'unanimità. Ora il problema sarà trovare altre convergeneze per arrivare ad avere la maggioranza assoluta dalla quarta votazione in poi

E' terminata l'assemblea dei grandi elettori del Partito Democratico. Il segretario Pier Luigi Bersani ha proposto il nome di Romano Prodi che è stato approvato all'unanimità. Ora il problema sarà trovare altre convergeneze per arrivare ad avere la maggioranza assoluta dalla quarta votazione in poi.

Nella prima giornata di voto doppia fumata nera. Le speranze di Franco Marini alla presidenza della Repubblica non arrivano al tramonto. Bruciato, come vuole una lunga tradizione, sulla via che porta al Colle, il candidato Pd ottiene solo 521 voti contro i 673 necessari. Nel pomeriggio, quando si ripete la votazione, il suo nome scompare addirittura del tutto o quasi. 

Il Pd fa sapere di voler proteggere la sua candidatura per il futuro immediato, ma tutti capiscono che le cose non stanno proprio così quando Pier Luigi Bersani ammette: “Bisogna prendere atto di una fase nuova”. Lo fa a malincuore, il segretario del Pd perché la sconfitta di Marini è il fallimento del progetto di un'intesa con il Pdl da trasferire, chissà, un giorno anche al governo.

Gioisce Grillo che chiede che tutto il centrosinistra converga su Rodotà, il candidato del M5S, ma la cosa non pare suscitare grandi entusiasmi, per lo meno nei vertici del partito. “La nostra proposta sarà, come nostro costume, decisa con metodo democratico nell'assemblea dei nostri grandi elettori”, risponde Bersani. Vale a dire domattina sul presto e pare si ricorra al metodo più in voga, croce e delizia di un partito profondamente diviso al suo interno: le primarie. Serviranno a scegliere chi votare, magari con qualche speranza di vittoria finale, a partire dalla quarta votazione, quando non ci sarà più bisogno di una maggioranza qualificata.

Renzi in serata arriva a Roma, si vede con i suoi supporter e guarda all'appuntamento imminente. “Oggi ci siamo divisi, domani spero di no”. Ma l'unità attorno a quale nome potrà essere trovata. La lista  dei nomi dovrebbe darla ancora il segretario, ma sarà leggermente diversa da quella presentata a Berlusconi. Ci sarà Amato, ci  sarà Anna Finocchiaro, ma anche Massimo D'Alema e - sorpresaemersa dall'urna - l'ex sindaco di Torino Sergio Chiamparino.

Sembra che lo abbiano votato i renziani. Che sia lui, però, il vero cavallo su cui contano? Sembra ormai certo che alle “quirinarie espresso” imbastite dal Pd si potrà votare anche sul nome di Romano Prodi, che ha partecipato anche a quelle dei grillini. Prove di dialogo, forse. Forse il prologo di un cambiamento sostanziale all'interno del Pd. Il nuovo scrutinio, con quorum necessario dei due terzi alle 10. Il Pdl adesso teme l'ipotesi Prodi, tanto che Berlusconi torna a evocare con insistenza il possibile ritorno alle urne a giugno.