28/11/2020
14/04/2009

Quelle case popolari
di San Gregorio

All'ombra del terremoto, la storia di case popolari che raccolgono famiglie di 13 diverse nazionalità. Qui c'era, e rimane, una grande solidarietà

All'ombra del terremoto ci sono tante storie che difficilmente vengono raccontate. Come quella dele case popolari di San Gregorio. Pochi chilometri da Onna. Quasi tutto è andato in pezzi, ma le case popolari hanno retto.
In questi giorni sono tutti nella tendopoli, per precauzione, ma non si allontanano mai troppo dal quartiere. Sono circa 300 persone di 13 nazionalità diverse. Ma a vederli insieme sembrano una famiglia.
"Viviamo, vivevamo veramente molto bene" - spiega Fabrizio De Marco- Presidente del comitato di quartiere. "Noi siamo rimasti sempre uniti".

Vengono da ogni parte del mondo, Romania, Rwanda, Somalia, Russia, Albania, Brasile. E' difficile fare il conto in questo che più che un quartiere sembra un'emanazione dell'Onu, il presidente del comitato di quartiere racconta che costruire la convivenza non è stato semplice.

Adesso si attende il ritorno alla normalità. Intanto qui, in uno scenario devastato dal sisma, le case popolari sono ancora in piedi.
Queste sono case costruite per persone con redditi bassi, non sono case da ricchi, eppure hanno retto, e bene. Rosario ci abita da anni ed è fiero della sua casa. "Lo spazio che si vede serve allo stabile per ondeggiare in caso di terremoto, spiega Rosario, e così è stato, in questo caso.