26/11/2020
29/08/2009

Mai tanta
Tensione

Il direttore del Giornale attacca quello dell'Avvenire. E scoppia il caso. Berlusconi non pertecipa alla Perdonanza e si dissocia da quanto pubblica Feltri. Ma è polemica

E dopo giorni di tensione, arriva il colpo di grazia nei rapporti tra maggioranza e la Santa Sede, che crea un vero e proprio incidente diplomatico. A sferrarlo ci pensa Vittorio Feltri, direttore ed editorialista del Giornale di Berlusconi, che ieri ha pubblicato un attacco al direttore di Avvenire, Dino Boffo. "Il supermoralista condannato per molestie". Così Feltri titola il suo editoriale scandalo, riferendosi ad una vicenda di anni fa che ha visto coinvolto il direttore del quotidiano dei vescovi.

"L'attacco che è stato fatto al dott. Boffo direttore di Avvenire è un fatto disgustoso e molto grave". Così l'arcivescovo di Genova e presidente della Cei, cardinale Angelo Bagnasco, ha deciso di intervenire prima di celebrare la messa per la festa del santuario della Madonna della Guardia. "Rinnovo al direttore di Avvenire tutta la stima e la fiducia mia personale e quella di tutti i vescovi italiani e delle Comunità cristiane" ha poi aggiunto Bagnasco.

E scoppia il caos: Berlusconi non partecipa alla cerimonia della Perdonanza "per evitare strumentalizzazioni", fanno sapere dalla sala stampa vaticana, e al tempo stesso il Premier ha fretta di dissociarsi dalle accuse di Vittorio Feltri: "Il principio del rispetto della vita privata è sacro e deve valere sempre e comunque per tutti -afferma il Cavaliere -. Ho reagito con determinazione a quello che in questi mesi è stato fatto contro di me usando fantasiosi gossip che riguardavano la mia vita privata presentata in modo artefatto e inveritiero. Per le stesse ragioni di principio non posso assolutamente condividere ciò che pubblica oggi il Giornale nei confronti del direttore di Avvenire e me ne dissocio". Ma il direttore del giornale controbatte: "Devo dire che mi sarei stupito del contrario, ovvero che si associasse. D'altra parte - afferma - il direttore del Giornale sono io e qui comando io. Lui è il presidente del Consiglio e comanda a Palazzo Chigi".

Immediata la reazione dei cattolici di centrodestra e della Cei, che conferma la sua fiducia nel direttore sottolineando che il quotidiano è "da lui guidato con indiscussa capacità professionale, equilibrio e prudenza".
E Boffo si difende: "killeraggio giornalistico allo stato puro". "La lettura dei giornali di questa mattina - dice Boffo - mi ha riservato una sorpresa totale, non tanto rispetto al menù del giorno, quanto riguardo alla mia vita personale. Evidentemente Il Giornale di Vittorio Feltri sa anche quello che io non so, e per avallarlo non si fa scrupoli di montare una vicenda inverosimile, capziosa, assurda". Un killeraggio, sostiene Boffo, "sul quale è inutile scomodare parole che abbiano a che fare anche solo lontanamente con la deontologia. Siamo, pesa dirlo, alla barbarie. Nel confezionare la sua polpettona avvelenata Feltri, tra l'altro, si è guardato bene dal far chiedere il punto di vista del diretto interessato: la risposta avrebbe probabilmente disturbato l'operazione che andava (malamente) allestendo a tavolino al fine di sporcare l'immagine del direttore di un altro giornale e disarcionarlo. Quasi che non possa darsi una vita personale e professionale coerente con i valori annunciati. Sia chiaro che non mi faccio intimidire, per me parlano la mia vita e il mio lavoro".

Ma Feltri fa sapere: "Io vado avanti".