28/09/2020
27/04/2009

Febbre suina
si teme pandemia

In Messico già 103 morti, la Farnesina, sconsiglia a tutti i cittadini italiani di recarsi nelle aree del Messico interessate dal contagio dell`influenza da suini.

Quarantena, stretto controllo delle importazioni di carne di maiale, osservazione dei passeggeri con sintomi influenzali, costante monitoraggio delle aree a maggiore sovraffollamento, come aeroporti, stazioni e metropolitane. Sono alcune delle misure prese dalle autorità sanitarie di tutto il mondo per cercare di impedire la diffusione del virus della febbre suina che in Messico ha già provocato 103 morti e contagiato 1.614 persone.

Oltre al Messico e agli Stati Uniti, primi Paesi colpiti dal virus H1N1, casi di febbre suina sono stati registrati in Nuova Zelanda, Spagna, Israele e Canada. Anche in Francia l'allerta resta alta ma il ministro della Sanità Roselyne Bachelot ha detto che tutti i casi sospetti "sembrerebbero non legati all'influenza da suini". Secondo il direttore generale dell'Organizzazione mondiale della sanità, Margaret Chan, il nuovo virus "potrebbe provocare una pandemia".

Gli Stati Uniti hanno dichiarato lo stato d'emergenza sanitario dopo che i casi umani di febbre suina accertati nel Paese sono saliti a venti. Lo ha annunciato il segretario alla Sicurezza nazionale Janet Napolitano, precisando che tutte le persone che si presenteranno alla frontiera dai Paesi colpiti da virus saranno sottoposte a controlli. Durante la conferenza stampa alla Casa Bianca, Napolitano ha precisato che circa 12 milioni di dosi di Tamiflu, il medicinale antivirale, sono pronte per essere distribuite negli Stati che ne faranno richiesta e in particolare in California, Texas, New York, Kansas e Ohio.

Il presidente Barack Obama sta seguendo da vicino l'evolversi della situazione e ha ordinato ai suoi collaboratori una "risposta efficace, energica e coordinata".

In Italia, il sottosegretario alla Salute Ferruccio Fazio ha provato a tranquilizzare la popolazione: "Non c'è nessun rischio nel consumo di carne di maiale, sia cotta sia sotto forma di insaccati. Il rischio di venire contaminati dalla febbre suina è praticamente pari a zero e si può stare tranquilli". L'Italia ha comunque già pronte 40 milioni di dosi di farmaci anti virali, gli stessi con cui si stanno trattando con buoni risultati i casi di contagio in America e che si sta studiando una strategia vaccinale, ha detto Fazio che ha già attivato l'Unità di crisi sull'influenza da suini.

 La Farnesina, intanto, ha sconsigliato a tutti i cittadini italiani di recarsi nelle aree del Messico interessate dal contagio dell`influenza da suini: "A meno di motivi improrogabili si consiglia ai viaggiatori - suggerisce il Ministero - che intendano recarsi nelle zone sopra indicate di rinviare i propri programmi di viaggio in attesa che la situazione sanitaria locale torni alla normalità". Per precauzione la Russia, la Cina, Hong Kong e Taiwan hanno deciso di mettere in quarantena tutte le persone che presentano i sintomi del virus mortale. Lo stesso ha fatto la Spagna, con otto giovani appena rientrati dal Messico con sintomi dell'influenza.

L'aeroporto Narita di Tokio controlla la temperatura corporea di tutti i passeggeri in provenienza dal Messico. Se la Russia, la Serbia e la Cina hanno deciso di proibire l'importazione di carne suina che proviene dal Messico, ma anche dalla California, dal Texas e dal Kansas, la Corea del Sud ha deciso di rafforzare i controlli antivirali su prodotti ottenuti dai suini messicani e americani.

La Commissione europea ha fatto sapere di seguire "da vicino" l'evoluzione del virus dell'influenza suina, sottolineando che "nessun caso è stato segnalato in Europa". "La Commissione è in contatto diretto e stretto con le autorità americane, con l'Oms (Organizzazione mondiale della Sanità, ndr), gli Stati europei e il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc)", ha spiegato una portavoce incaricata delle questioni sanitarie a Bruxelles. Da parte sua l'Organizzazione mondiale della Sanità ha spiegato che i paesi asiatici, che hanno affrontato l'emergenza Sars nel 2003, sono meglio preparati a far fronte ai rischi di una pandemia di febbre suina, mentre gli Stati Uniti hanno fatto sapere che il vaccino antinfluenzale stagionale sarebbe inefficace contro il virus H1N1.

La Banca mondiale, infine, ha annunciato il prestito di 25 milioni di dollari al Messico "per l'acquisto di medicinali e attrezzatura medica". A lungo termine saranno invece 118 i milioni di dollari che la Banca Mondiale presterà al paese del Centro America allo scopo di migliorare le sue infrastrutture sanitarie.