30/11/2020
22/04/2013

Napolitano sgrida i partiti
"Sordi e sterili, ora intese''

POLITICA - Applausi in Aula anche quando bacchetta le forze politiche. Ribadisce di aver accettato l'incarico per senso delle istituzione, ma lancia il monito: se ancora stallo fatale ne trarrò le conseguenze. No a contrapposizione tra piazza e Camere. Imperdonabile la mancata riforma legge elettorale

Applausi fragorosi accolgono il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che ha giurato a Camere unificate. Un discorso di giuramento contrassegnato dalla grande commozione di Giorgio Napolitano, che apre ringraziando tutti per il largo consenso ricevuto.
"E' un segno -ha detto iniziando il suo discorso di insediamento - di rinnovata fiducia che raccolgo comprendendone il senso, anche se sottopone a seria prova le mie forze: e apprezzo in modo particolare che mi sia venuto da tante e tanti nuovi eletti in Parlamento, che appartengono a una generazione così distante, e non solo anagraficamente, dalla mia". ''Come voi tutti sapete, non prevedevo di tornare in quest'aula per pronunciare un nuovo giuramento e messaggio da Presidente della Repubblica''.
Ma c'era "sabato un drammatico allarme per il rischio ormai incombente di un avvitarsi del Parlamento in seduta comune nell'inconcludenza, nella impotenza ad adempiere al supremo compito costituzionale dell'elezione del Capo dello Stato".

Richiamo ai partiti. Il capo dello Stato spiega le ragioni della sua decisione e rimprovera ai partiti di aver trascurato alcuni elementi fondamentali: ''Quel tanto di correttivo e innovativo che si riusciva a fare nel senso della riduzione dei costi della politica, della trasparenza e della moralità nella vita pubblica è stato dunque facilmente ignorato o svalutato. E l'insoddisfazione e la protesta verso la politica, i partiti, il Parlamento, sono state con facilità (ma anche con molta leggerezza) alimentate e ingigantite da campagne di opinione demolitorie, da rappresentazioni unilaterali e indiscriminate in senso distruttivo del mondo dei politici, delle organizzazioni e delle istituzioni in cui essi si muovono''.
"Non meno imperdonabile - aggiunge Napolitano - resta il nulla di fatto in materia di sia pur limitate e mirate riforme della seconda parte della Costituzione, faticosamente concordate e poi affossate, e peraltro mai giunte a infrangere il tabù del bicameralismo paritario".
 
Nessuna autoindulgenza. Gli applausi continuano a interrompere il discorso del Capo dello Stato, ma lui precisa:  "Il vostro applauso e quest'ultimo richiamo non induca ad alcuna autoindulgenza", ha detto il Capo dello Stato."Imperdonabile resta la mancata riforma della legge elettorale del 2005". "Quanto è accaduto qui nei giorni scorsi ha rappresentato il punto di arrivo di una lunga serie di omissioni e di guasti, di chiusure e di irresponsabilità".

E poi lancia un nuovo monito ai partiti: "Se mi troverò di nuovo dinanzi a sordità come quelle contro cui ho cozzato nel passato, non esiterò a trarne le conseguenze dinanzi al paese".
"Non si può più, in nessun campo, sottrarsi al dovere della proposta, alla ricerca della soluzione praticabile, alla decisione netta e tempestiva per le riforme di cui hanno bisogno improrogabile per sopravvivere e progredire la democrazia e la società italiana".
 
Napolitano si sofferma sui problemi del Paese: ''Occorre grande attenzione di fronte a esigenze di tutela della libertà e della sicurezza da nuove articolazioni criminali e da nuove pulsioni eversive, e anche di fronte a fenomeni di tensione e disordine nei rapporti tra diversi poteri dello Stato e diverse istituzioni costituzionalmente rilevanti''.

Guardare al Mezzogiorno:  “Occorre grande attenzione di fronte a esigenze di tutela della libertà e della sicurezza da nuove articolazioni criminali e da nuove pulsioni eversive, e anche di fronte a fenomeni di tensione e disordine nei rapporti tra diversi poteri dello Stato e diverse istituzioni costituzionalmente rilevanti".

Monito al Movimento 5 Stelle. “Apprezzo l'impegno con cui il movimento largamente premiato dal corpo elettorale come nuovo attore politico-parlamentare ha mostrato di volersi impegnare
alla Camera e al Senato, guadagnandovi il peso e l'influenza che gli spetta: quella è la strada di una feconda, anche se aspra, dialettica democratica e non quella, avventurosa e
deviante, della contrapposizione tra piazza e Parlamento".
''La rete'' offre inedite possibilità politiche, ''ma non c'è partecipazione realmente democratica'' senza il tramite di ''partiti capaci di rinnovarsi o di movimenti politici organizzati, tutti comunque da vincolare all'imperativo costituzionale del 'metodo democratico'''.

Plauso ai saggi. ''Non si può negare - se non per gusto di polemica intellettuale - la serietà e concretezza'' dei documenti dei ''due gruppi di lavoro da me istituiti il
30 marzo scorso''. ''Anche perché essi hanno alle spalle elaborazioni sistematiche non solo delle istituzioni in cui operano i componenti dei due gruppi, ma anche di altre istituzioni e associazioni qualificate. Se poi si ritiene che molte delle indicazioni contenute in quei testi fossero già acquisite, vuol dire che è tempo di passare, in sede politica, ai fatti; se si nota che, specie in materia istituzionale, sono state lasciate aperte diverse opzioni su vari temi, vuol dire che è tempo di fare delle scelte conclusive. E si può, naturalmente, andare anche oltre, se si vuole, con il contributo di tutti'', aggiunge Napolitano.

Necessario formare un governo. "A 56 giorni dalle elezioni del 24-25 febbraio - dopo che ci si è dovuti dedicare all'elezione del Capo dello Stato - si deve senza indugio procedere alla formazione dell'Esecutivo". "Lavorare in Parlamento sui problemi scottanti del paese non è possibile se non nel confronto con un governo come interlocutore essenziale sia della maggioranza sia dell'opposizione". Il governo deve "avere la maggioranza in ambedue le Camere". Lo ha detto Giorgio Napolitano. ''Le forze rappresentate in Parlamento, senza alcuna eccezione, debbono comunque dare ora'' il loro ''apporto alle decisioni da prendere per il rinnovamento del Paese. Senza temere di convergere'' sulle soluzioni.

Larghe intese no orrore. "Il fatto che in Italia si sia diffusa una sorta di orrore per ogni ipotesi di intese, alleanze, mediazioni, convergenze tra forze politiche diverse, è segno di una regressione, di un diffondersi dell'idea che si possa fare politica senza conoscere o riconoscere le complesse
problematiche del governare la cosa pubblica e le implicazioni che ne discendono in termini, appunto,di mediazioni, intese, alleanze politiche".

Non andrò oltre il mio ruolo. Al fine di formare un governo "farò ciò che mi compete: non andando oltre i limiti del mio ruolo costituzionale, fungendo tutt'al più, per usare un'espressione di scuola, 'da fattore di coagulazione'". "C'è da lavorare concretamente, con pazienza e spirito costruttivo, spendendo e acquisendo competenze, innanzitutto nelle Commissioni di Camera e Senato. Permettete che ve lo dica uno che entrò qui da deputato all'età di 28 anni e portò giorno per giorno la sua pietra allo sviluppo della vita politica democratica", aggiunge Napolitano.

I Parlamentari devono sentire di ''far parte dell'istituzione parlamentare non come esponenti di una fazione, ma come depositari della volontà popolare''. E' un passaggio dell'intervento del capo dello Stato Giorgio Napolitano, nel suo intervento alla Camera.
"Mi accingo al mio secondo mandato, senza illusioni e tanto meno pretese di amplificazione 'salvifica' delle mie funzioni ; eserciterò piuttosto con accresciuto senso del limite, oltre che con immutata imparzialità, quelle che la Costituzione mi attribuisce. E lo farò fino a quando la situazione del Paese e delle Istituzioni me lo suggerirà e comunque le forze me lo consentiranno". Lo ha affermato il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, nel suo discorso di insediamento.

Un nuovo inizio.  "Inizia oggi per me questo non previsto ulteriore impegno
pubblico in una fase di vita già molto avanzata ; inizia per voi un lungo cammino da percorrere, con passione, con rigore, con umiltà. Non vi mancherà -ha concluso il Capo dello Stato- il mio incitamento e il mio augurio".