27/09/2020
20/01/2012

Sciopero Tir,
Sicilia stremata

Continuano i blocchi a oltranza. Il governatore Lombardo lancia un Sos a Monti. Gli studenti si uniscono al movimento dei Forconi e bruciano la bandiera italiana. 160 camion fermi agli imbarcaderi di Villa San Giovanni

benzAlla mezzanotte di oggi i padroncini dell'Aias interromperanno la protesta iniziata domenica scorsa. Ma tutti gli altri autotrasportatori indipendenti, assieme ai produttori agricoli e ai pescatori delle marinerie, “continueranno la protesta a oltranza”, afferma il comitato 'Forza d'urto'. Un ennesimo colpo alle speranze dei siciliani, stremati da cinque giorni di proteste.

Numerosi gli arresti per furto di benzina, ad auto e barche, uno dei sintomi dell'esasperazione. Ad Agrigento le auto dei vigili urbani sono rimaste senza carburante. Da questa mattina i vertici del movimento sono riuniti in un’assemblea permanente e aperta a tutti nella zona industriale di Catania. La tensione resta alta. “I presidi non li togliamo e la protesta andrà avanti - spiega Mariano Ferro leader del Movimento dei forconi – perché attendiamo ancora risposte concrete. Questo popolo si è messo in cammino e non possiamo fermarlo senza una vera ragione. Ma - spiega - allargheremo le maglie dei presidi per permettere il rifornimento delle stazioni di servizio e la presenza di generi di prima necessità”.

Il governatore Raffaele Lombardo ha sentito il presidente del Consiglio Mario Monti. “Abbiamo discusso di quanto sta accadendo in Sicilia. Al più presto, già all'inizio della prossima settimana, ci incontreremo a Roma per affrontare i nodi di una vertenza delicata e complessa. Non condividiamo certo i metodi della protesta, ma dopo il colloquio con Monti sono convinto che riusciremo a sbloccare positivamente la situazione”.

Nel suo blog, Lombardo scrive che sta facendo tutto quello che può, ma che non ha “il potere di abbassare il prezzo della benzina o le tariffe autostradali o quelle delle assicurazioni. Se si vuole protestare bisogna farlo a Roma per far sentire lì il disagio e la protesta”. Secondo i dati dei manifestanti, sono 26 i blocchi stradali che interessano sette delle nove province, ognuno dei quali con un coordinatore.

Sono saliti a 160 i camion fermi in Calabria agli imbarcaderi di Villa San Giovanni impossibilitati a traghettare. Un presidio è in atto anche a Crotone.Gli autotrasportatori continuano a presidiare i caselli in entrata e uscita a Messina. Ai caselli di Tremestieri si trova la concentrazione maggiore di manifestanti, mentre il resto si trova sul versante opposto, alla barriera di Divieto a Villafranca Tirrena. Le forze dell'ordine continuano a scortare i trasporti essenziali, tra cui i carichi di ossigeno, destinati agli ospedali e alle cliniche private, che escono dallo stabilimento Air Liquide di Siracusa.

A Gela intanto l’emergenza rifiuti rimane molto grave. La spazzatura non viene raccolta da quattro giorni perchè gli auto-compattatori non riescono a raggiungere la discarica di contrada Timpazzo. Un vertice si è tenuto in prefettura sull'emergenza e un appello alla ragionevolezza è stato lanciato dal sindaco. I manifestanti continuano a presidiare le principali vie d'accesso alla città e circa cinquemila agricoltori di Niscemi e Butera con i loro trattori stazionano in contrada Ponte Olivo. Accanto a loro mogli e figli. A Ragusa i padroncini hanno preso in ‘ostaggio’ il polo commerciale.

Nella notte i pescatori delle marinerie di Porticello, Termini Imerese e Santa Flavia hanno occupato il mercato ittico di Palermo. E, sempre nel capoluogo, gli studenti si sono uniti al movimento dei Forconi: hanno paralizzato le vie del centro, bloccato il porto e bruciato una bandiera italiana. Intanto, la Digos indaga su possibili infiltrazioni di estrema destra e di sinistra tra i manifestanti. Mentre resta alto il livello della polemica per l’accusa di presenze mafiose nelle fila della protesta lanciata dal presidente degli industriali siciliani Ivan Lo Bello.  Uno dei leader dei 'Forconi' prosegue da ieri lo sciopero della fame per contestare queste affermazioni. Il procuratore di Palermo Francesco Messineo ha spiegato che è stato “predisposto un fascicolo” sulle possibili infiltrazioni da parte di uomini di Cosa nostra.