27/09/2020
09/04/2011

Berlusconi a Lampedusa,
"l'isola è stata svuotata"

Il premier, da lunedì due voli al giorno per i rimpatri in Tunisia. Francia si renda conto situazione, serve accordo su Schengen. Intanto sbarcano centinaia di migranti. Napolitano, "Europa parli con una voce"

lampe"Avete visto siamo stati di parola”, ha detto il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ad un gruppo di lampedusani che lo attendeva. Il premier era partito dall'aeroporto con un corteo di auto ma appena fuori dallo scalo è sceso quando alcune decine di cittadini lo hanno chiamato e applaudito. “Tra una settimana inizieranno gli spot per far vedere i fondali di Lampedusa”, ha aggiunto il presidente del Consiglio che ha visitato la spiaggia dell’Isola dei Conigli, uno dei punti di sbarco naturali dei migranti. “Da lunedì cominceranno due voli regolari al giorno per il rientro in Tunisia”, annuncia Berlusconi che conta anche sul “fattore psicologico”. «Immagino- dice il premier - che quando in Tunisia si sarà venuti a conoscenza dei rimpatri, tutti coloro che hanno intenzione di venire qui si domanderanno se ne valga la pena”.

Mentre Berlusconi procedeva nella sua visita all'isola, nuove “carrette”  del mare, cariche di migranti, hanno attraccato al porto. Dopo i 244 approdati su un barcone partito dalla Libia, altri 55 tra cui una donna,  forse provenienti dalla Tunisia, sono stati soccorsi a 18 miglia dalla costa da una motovedetta della Guardia di Finanza. Un terzo barcone con un numero imprecisato di migranti ha raggiunto direttamente la spiaggia di Cala Madonna.

Dopo un accordo di massima fra Italia e Francia per fronteggiare l'emergenza immigrazione, scoppia la polemica fra Roma e Berlino. “L'Europa si fa vanto di grandi principi, ma quando deve dimostrare che c'é solidarietà questo non avviene”, ha detto il ministro dell'Interno Roberto Maroni ad un incontro con la Protezione Civile di Bergamo. Il governo tedesco aveva criticato con forza la decisione italiana di concedere dei permessi temporanei ai migranti tunisini giunti nel nostro Paese tra gennaio e aprile dichiarando la decisione “ Contraria allo spirito di Schengen”.

Anche il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, da Budapest,  torna sull’emergenza immigrazione. “L’ Unione Europea parli con una sola voce. Ci sono molte direttive e linee guida delle istituzioni europee sul tema ma evidentemente un chiarimento è necessario” ha detto il Capo dello Stato. “Lo vediamo in questo momento. Stiamo affrontando "vis a vis" ciò che accade in Tunisia e Libia. C’è una nuova emergenza che noi dobbiamo affrontare con precise posizioni sull’interpretazione delle regole di Schengen”.