28/09/2020
08/11/2010

Nipotini…
di nessuno

Carabinieri e polizia sono intervenuti all'alba per sgomberare il presidio esterno al cantiere dove da sabato 30 ottobre sei immigrati sono su una gru a 35 metri di altezza per chiedere la loro regolarizzazione. Una ventina di persone è stata portata in Questura. Ma dall'alto gli immigrati continuano la loro protesta

Tensione a Brescia sotto la gru in piazzale Cesare Battisti, sulla quale sei immigrati sono arrampicati da diversi giorni come segno di protesta per ottenere un permesso di soggiorno che da anni non arriva.

Polizia e carabinieri sono intervenuti all'alba sgomberando il presidio di associazioni e centri sociali che da giorni stazionava sotto la gru, davanti il cantiere della metropolitana, in segno di solidarietà con i lavoratori.

La Questura ha spiegato che l'intervento è servito per "garantire le condizioni di sicurezza degli stessi manifestanti, liberando da eventuali curiosi o assembramenti di persone il piazzale sottostante la gru, in modo che nessuno possa accedere al cantiere se non autorizzato e mettere in pericolo la sicurezza propria o altrui".

Ma secondo gli attivisti presenti in piazza le forze dell'ordine avrebbero "caricato i manifestanti sotto la gru" e ci sarebbero "14 fermi tra compagni e compagne, oltre a decine di migranti".

Le autorità precisano che "l'operazione non era in alcun modo finalizzata a farli scendere con l'uso della forza, ma a garantire che altri non accedano alla struttura recando pregiudizio alla propria e loro incolumità".

In giornata agenti e vigili del fuoco posizioneranno sotto la gru alcune reti metalliche di protezione come "salvaguardia dei manifestanti che occupano la struttura".


E i sei immigrati sulla gru hanno reagito al blitz dando fuoco ad alcuni striscioni minacciando di buttarsi di sotto. Un gesto emblematico e preoccupante. Mentre c'è chi lotta per vedere riconosciuti i propri diritti, c'è chi li ottiene con estrema facilità: è il caso di Ruby, la ragazza spacciata per nipote di Mubarak. Al compimento del suo 18° compleanno le è arrivato un regalo senz'altro gradito: il permesso di soggiorno. Un foglio di carta che per migliaia di immigrati, che in Italia lavorano o studiano, spesso è una chimera. Che dire, speriamo che qualcuno si muova a compassione e aiuti questi disperati anche se non hanno “nonni” importanti.

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