28/09/2020
22/09/2009

"Norme clandestini
irragionevoli e incostituzionali"

Per il Pm della procura di Agrigento la norma sui clandestini è incostituzionale. Sospeso il processo cotro 21 immigrati sbarcati in Sicilia

"Il mancato rispetto delle norme sull'ingresso o sulla permanenza nel territorio dello Stato non può essere di per sè quale indice di pericolosità sociale". "La norma impugnata viola i principi costituzionali di ragionevolezza e proporzionalita". Lo afferma la Procura di Agrigento nella richiesta di trasmissione degli atti di un processo per immigrazione clandestina alla Corte Costituzionale, sollevando la legittimità della norma introdotta con il cosidetto pacchetto sicurezza approvato quest'anno.
L'atto è stato depositato dal procuratore capo Renato di Natale, dall'aggiunto Ignazio Fonzo, e dal vice procuratore onorario Francesco Battaglia, al processo a carico di 21 migranti sbarcati in Sicilia. La procura ha chiesto la sospensione del procedimento e la trasmissione degli atti alla Corte Costituzionale.

Dunque gli immigrati, anche se clandestini, non sono di per se, un pericolo per la società. E a dirlo sono i magistrati della provincia più esposta al fenomeno. Intanto, dall'ultimo rapporto del Censis crescono le discriminazioni nei loro confronti, forse dovuta anche a questa convinzione. E a subirne le conseguenze sono proprio loro, gli immigrati. Meno assunzioni e più discriminazioni. E' il quadro emerso dall'ultimo rapporto 'International Migration Outlook' del Censis, che ogni anno raccoglie i principali dati disponibili sul fenomeno migratorio per l'Ocse.
In Italia, gli immigrati aumentano, ma peggiorano le condizioni in cui vivono. Dal rapporto documenta come gli immigrati sentano il peso della crisi economica e, nonostante siano più integrati nella società, subiscano discriminazione e intolleranza, soprattutto in ambito lavorativo.  
"Le imprese italiane hanno ridimensionato le previsioni di assunzione di personale immigrato: 92.500 nuove assunzioni per il 2009, contro le 171.900 che erano state previste per il 2008".

"Le difficoltà legate alla crisi avvertite dagli italiani - scrive il Censis - possono aver determinato anche un calo del livello di tolleranza nei confronti degli immigrati, come dimostra l'aumento degli episodi di discriminazione, il 22,1 per cento dei quali subiti in ambito lavorativo: il 32,1 per cento delle denunce riguarda la fase di accesso al mercato del lavoro, il 23,2 per cento le condizioni lavorative, il 19,6 per cento di azioni di mobbing". Il rapporto del Censis "registra un aumento degli sfratti per morosità a causa dell'aumento del canone o della perdita del lavoro (soprattutto al Nord, dove le famiglie immigrate rappresentano il 22% del totale delle famiglie sfrattate). Allo stesso tempo - continua la nota - si è fermata la corsa al mattone degli immigrati: tra il 2007 e il 2008 gli acquisti di immobili da parte di immigrati sono diminuiti del 23,7% interrompendo un ciclo di crescita che durava da quattro anni".

Crisi anche per le rimesse che gli immigrati inviano mensilmente nel loro paese d'origine: diminuisce del 10% la cifra pro capite (155 euro nel 2008 a fronte dei 171 del 2007) e rallenta il ritmo di crescita dell'ammontare complessivo delle rimesse (6,4 miliardi di euro nel 2008).

Il Rapporto tratteggia un fenomeno migratorio in continua crescita, con un aumento degli immigrati regolarmente residenti in Italia del 16,8 per cento nel 2008, ovvero 493.729 individui in piu' rispetto all'anno precedente, per un totale di 3.432.651 presenze.