27/09/2020
14/10/2009

Il primo
vaccinato

E' un medico di Milano la prima persona vaccinata al virus H1N1. Nel corso della giornata si procederà con altre vaccinazioni, aumentandole grado per grado fino a portarle a regime nei prossimi giorni

E' Giorgio Ciconali la prima persona in Italia ad essere stata vaccinata, questa mattina al virus H1N1. L'uomo è medico e direttore del servizio di igiene pubblica della Asl di Milano. Ad effettuare l'operazione è stato Luciano Bresciani, assessore alla Sanità della regione Lombardia, ma anche medico e cardiochirurgo.

Nel corso della giornata, spiega l'assessore, si procederà con altre vaccinazioni,  aumentandole grado per grado fino a portarle a regime nei prossimi giorni. Il tutto avverrà in linea con le dosi che si renderanno via via disponibili: si attende in Lombardia una consegna da parte del ministero della  Salute ogni due-tre giorni.

IL VIRUS. Sono ormai almeno 318.925 i casi confermati di nuova influenza A/H1N1 nel mondo, secondo il bollettino diffuso qualche giorno fa dall'Organizzazione mondiale della sanità (Oms), che parla di 3.917 morti a causa del virus in 191 Paesi. Ma per i contagi si tratta di dati sottostimati, "dal momento che molti Stati hanno smesso di contare i singoli pazienti, specie se si tratta di infezioni lievi".

CONTAGI IN EUROPA. Nel vecchio continente si contano almeno 53 mila casi confermati di influenza A, con oltre 154 decessi. Nelle regioni del Nord "l'attività dei virus influenzali continua a crescere in molte aree, come il Nord America e gli Usa". In Europa l'Oms segnala un'attività virale in crescita nell'Irlanda del Nord, in Scozia, Olanda e Francia, come pure in Israele e in Giappone. Un fenomeno che in molte aree si accompagna all'aumento dei casi di isolamento in laboratorio del virus H1N1.

CONTAGI NEL MONDO. Nelle regioni tropicali di America e Asia l'attività dell'influenza resta variabile: Indonesia, Singapore e Thailandia hanno riferito un calo della trasmissione dell'infezione, che resta presente in India, Bangladesh e Cambogia.
Perù e Messico hanno riferito un trend in aumento in alcune aree del Paese, mentre in Bolivia, Venezuela e Brasile i casi continuano a scemare. Nell'emisfero Sud, infine, la trasmissione dell'influenza è notevolmente diminuita (Cile, Argentina e Nuova Zelanda), o continua a ridursi (Australia e Sud Africa). Tutti i virus analizzati al momento si sono rivelati "antigenicamente e geneticamente simili al A/California/7/2009", comunica l'Oms. Dunque il microrganismo patogeno non è mutato.