27/11/2020
06/03/2013

Bersani: "Nessun accordo politico con il Centrodestra"

ROMA - Direzione Nazionale del Pd a porte aperte e in diretta web per la prima volta. "Qui non si sta corteggiando Grillo – ha detto Bersani - ma si sta interpretando quel che si muove nel profondo per bucare il muro di autoreferenzialità del sistema che comincia a essere in gioco". Giallo Renzi: il sindaco di Firenze abbandona l'assemblea e non parlerà

“Siamo pronti a corresponsabilità istituzionali ma sul governo non sono praticabili accordi politici con il centrodestra". E' uno dei passaggi più significativi dell'intervento che Pier Luigi Bersani ha tenuto in apertura della Direzione Nazionale del Partito Democratico per la prima volta a porte aperte e in diretta sul Web 

Una riflessione sull'esito delle elezioni quella di Bersani che come aveva detto lo stesso segretario all'indomani del voto non sono state vinte sebbene il Pd sia stato partito più votato in Italia, ma soprattutto l’occasione per presentare al partito i suoi ‘8 punti per un Governo di cambiamento’ sui quali “siamo pronti ad aprire un dibattito pubblico. La nostra proposta è aperta a contributi . Gli altri partiti non possono offrire qualcosa di meglio per la governabilità, non hanno le intenzioni né i numeri. Oltre a qualche idea per sbarrarci la strada, non hanno qualcosa da dire al Paese. Tocca a noi fare la proposta e ribaltare lo schema: no accordi politici fuori dal Parlamento. La governabilità non è solo avere i seggi sufficienti ma è un rapporto tra istituzioni e società, tra governati e governanti come si diceva una volta. Non vorrei che un'interpretazione formale della governabilità sia un coperchio malposto su una pentola a pressione”, ha continuato il segretario.

"Qui non si sta corteggiando Grillo – ha detto Bersani - ma si sta interpretando quel che si muove nel profondo per bucare il muro di autoreferenzialità del sistema che comincia a essere in gioco. La rimonta della destra non è recupero del consenso ma è il frutto del mancato risultato nostro. Abbiamo cercato scelte in controtendenza, rispetto all'incapacità di riforme della politica, parlando in campagna elettorale con le parole del cambiamento e con iniziative come le primarie, ma questo non è stato percepito, se non fosse stato così l'onda d'urto ci avrebbe colpito ancora di più”. 

Poi rivolgendosi al Movimento di Grillo dice: “Davanti al Paese ognuno si prenderà le sue responsabilità e anche chi ha avuto un consenso di 8 milioni di elettori e ha scelto la via parlamentare deve dire cosa vuole fare.  Il Pd non accetta un accordo spurio e non farà il bersaglio facendosi sparare a palle incatenate”.

L’altro intervento molto atteso era quello del sindaco di Firenze Matteo Renzi che, presente in sala, all’improvviso se ne è andato e ha fatto sapere che non avrebbe parlato senza aggiungere altro.