27/11/2020
01/03/2013

Gli otto punti di Bersani

POLITICA - Il segretario del Pd, Pierluigi Bersani, illustra in un’intervista pubblicata oggi dal quotidiano ‘La Repubblica’, i suoi otto punti programmatici per un possibile governo. Intanto Renzi smentisce via Twitter la sua 'disponbilità' a fare il premier perché, dice, "faccio il sindaco"

“Il primo tema è l'Europa. Voglio che il prossimo governo ponga una questione dirimente, di cui ho parlato al telefono con Hollande l'altroieri: l'austerità da sola ci porta al disastro. In sede europea, tutti devono mettersi in testa che il rientro dal debito e dal deficit è un tema che va spostato nel medio periodo: ora c'é un'altra urgenza assoluta, il lavoro”.

Il segretario del Pd, Pierluigi Bersani, illustra in un’intervista pubblicata oggi dal quotidiano ‘La Repubblica’, i suoi otto punti programmatici per un possibile governo. "Il secondo tema - prosegue - è quello sociale. Il disagio è troppo forte, i comuni devono poter aprire sportelli di sostegno, bisogna sbloccare subito i pagamenti della Pa alle imprese e introdurre sistemi universalistici negli ammortizzatori sociali. Il terzo tema è la democrazia. Il nuovo governo deve immediatamente dimezzare il numero dei parlamentari, abbattere gli stipendi al livello di quelli dei sindaci, varare leggi che regolino la vita dei partiti e non solo per i finanziamenti, che inaspriscano drasticamente le norme anti-corruzione e che regolino finalmente i conflitti di interessi. Ciascuno di questi punti - aggiunge il leader Pd - si tradurrà in uno specifico disegno di legge, che giorno dopo giorno farò pubblicare in rete già da giovedì mattina".

Bersani lancia la sua proposta,  per presentarsi in parlamento e chiedere la fiducia delle Camere: "Mercoledì prossimo lo proporrò in direzione, poi al Capo dello Stato: io lo chiamo un governo del cambiamento, che mi assumo la responsabilità di guidare, che propone sette o otto punti qualificanti e che chiede in Parlamento la fiducia a chi ci sta. Dico no a un governissimo con Berlusconi, ora basta, di occasioni per dimostrarsi responsabile ne ha avute e le ha sprecate tutte”.

Poi leader del Pd allora torna a tendere la mano al movimento 5 Stelle di Grillo e apre alle ipotesi di offrire le alte cariche dello Stato a M5S e Pdl: “Sui ruoli istituzionali siamo pronti a esaminare tutti gli scenari”. 

Intanto questa mattina su alcuni giornali si parlava della possibilità che il sindaco di Firenze Matteo Renzi, uscito sconfitto dalle primarie del Pd, sarebbe pronto a fare il premier. Ma, attraverso Twitter, l'uomo che aveva fatto della "rottamazione" il suo cavallo di battaglia, smentisce senza mezzi termini. "Ciò che volevo per l'Italia l'ho detto nelle primarie. Ho perso. Adesso faccio il sindaco. Non ci possiamo permettere neanche i rimpianti".