28/09/2020
31/10/2012

Francesco Mastrogiovanni
Storia di un uomo

CRONACA - Un uomo che per 82 lunghissime ore rimase legato mani e piedi ad un letto di contenzione e poi morì. Erano le 2 di notte del 4 agosto 2009. Ieri i 6 medici del reparto di psichiatria dell'ospedale pubblico di Vallo della Lucania, sono stati giudicati colpevoli e condannati a pene tra i due e i quattro anni per omicidio colposo, sequestro di persona e falso ideologico



Questa è la storia di un uomo, Francesco Mastrogiovanni, che per 82 lunghissime ore rimase legato mani e piedi ad un letto di contenzione e poi morì. Erano le 2 di notte del 4 agosto 2009. 
Si agitava Francesco, cercava di liberarsi, ma tutto era inutile. Quelle cinghie non lo facevano muovere, lo costringevano a rimanere inchiodato a quel letto. E' morto così a 58 anni questo maestro elementare di Vallo della Lucania.

Le immagini registrate dalle telecamere di sorveglianza dell'ospedale psichiatrico di San Luca pubblicate dal sito de L'Espresso, ma che già nel 2010 vennero mandate in onda da Andrea Vianello allora conduttore di ‘Mi manda Rai 3’, mostrano la sua infinita agonia. Quattro giorni di tso, di trattamento sanitario obbligatorio, senza mangiare ne bere, senza potersi alzare neanche per andare in bagno. Senza mai essere visitato da un medico, nudo per molte ore, abbandonato accanto ad un altro paziente. Un'agonia che termina tra l'indifferenza di chi era di turno alle 2 di notte del 4 agosto del 2009. Solo la mattina seguente gli infermieri si accorgono che Francesco non respira più.

Più di due anni fa inizia il processo per sequestro di persona e morte derivante da altro reato. Sul banco degli imputati 18 persone tra medici e personale sanitario. Durante la requisitoria arriva il colpo di scena: c'è un nuovo procuratore e le richieste di condanna dell'accusa diventano  più lievi ed inferiori alle attese. Incredule le associazioni e la famiglia di Mastrogiovanni. 

Ma ieri sera, con la sentenza, l’incubo è finito. Aveva ragione il ‘comitato Verità per Francesco’, avevano ragione i  familiari di questo maestro di Vallo della Lucania: i 6 medici del reparto di psichiatria, coinvolti nella sua morte, sono stati giudicati colpevoli e condannati a pene tra i due e i quattro anni. Sarebbero a vario titolo responsabili di omicidio colposo, sequestro di persona e falso ideologico. Assolti invece gli infermieri.