27/09/2020
09/01/2010

Sprangati e
gambizzati

A Rosarno, dopo la rivolta e gli scontri, gli immigrati se ne vanno. Partenze volontarie e non. Trasferimenti in centri di accoglienza

Due immigrati presi a sprangate e in fin di vita, altri due gambizzati e oltre trenta feriti.
E' il bilancio di un giorno e mezzo di violenti scontri a Rosarno, in provincia di Reggio Calabria, scatenata dagli immigrati che nella Piana di Gioia Tauro vivono in condizione disumane.

La rivolta nasce dopo il ferimento di due extracomunitari con alcuni colpi di fucile ad aria compressa. Migliaia di africani si sono riuniti al centro del paese e hanno dato vita a una sorta di guerriglia urbana.

E oggi è caccia allo straniero: ronde improvvisate di calabresi cercano di sopraffare il folto gruppo di africani che fino a ieri si facevano sentire.

E' stato effettuato nella notte il trasferimento di circa 250 immigrati dalla ex cartiera "La Rognetta" di Rosarno verso i centri d'accoglienza di Crotone e Siderno. Il trasferimento è scattato alle 23 di ieri tra gli applausi dei cittadini residenti.  Tranquilla la situazione nell'ex "Opera Sila", l'altra struttura a metà strada tra Rosarno e Gioia Tauro, dove sono ospitati altri immigrati. All'interno vi sarebbero tra le 500 e le 600 persone. Anche queste stanno per essere trasferite. A Reggio Calabria, intanto, si è insediata la task force ministeriale incaricata dal ministro dell'Interno, Roberto Maroni, di individuare le soluzioni necessarie per superare le tensioni e arginare le violenze.


Secondo il prefetto di Reggio Calabria c'è qualcoa che non è chiaro nella protesta degli abitanti di Rosarno: "La gente di Rosarno, che si fronteggia con gli immigrati, non è tutta rappresentata nel cosiddetto comitato dei cittadini, c'è anche qualcos'altro, qualcosa che sfugge al controllo" dice il prefetto, Luigi Varratta. Mentre il segretario di stato Vaticano, cardinale Tarcisio Bertone, fa appello alla cessazione della violenza e denuncia le "gravi condizioni di lavoro" alle quali sono sottoposti gli immigrati.

Sfruttati, malmenati e costretti a vivere in condizioni disumane, ridotti come schiavi. Lo documenta anche un reportage che andrà in onda lunedì 11 gennaio alle 12:30, ma che potete vedere in anteprima cliccando qui.