27/11/2020
21/04/2013

Il presidente stringe i tempi

POLITICA – Tutto pronto per il giuramento. Giorgio Napolitano mira a un governo politico forte guidato da un premier che abbia una chiara spendibilità internazionale. Il profilo perfetto sarebbe quello di Giuliano Amato, ma sul nome restano alcune resistenze. Grande preoccupazione per la confusione e le tensioni all'interno del Pd

napoUn governo politico con forti innesti tecnici guidato da un premier che abbia una chiara spendibilità internazionale e che possa durare almeno due anni. Questo è l'impianto sul quale starebbe ragionando il presidente Giorgio Napolitano nelle poche ore che separano dal suo giuramento alle Camere. 

Il riserbo del Colle è assoluto ma restano alcune certezze: il desiderio del Capo dello Stato di fare in fretta e la convinzione che le forze politiche, Pd compreso, questa volta sapranno assumersi le proprie responsabilità lasciando al recente passato la politica dei veti incrociati. Per cui resta confermato che Napolitano dovrebbe aprire le consultazioni già martedì prossimo per tentare di dare un incarico entro giovedì e chiudere la partita del governo in settimana.

In ambienti politici si disegna questo scenario in costruzione: il premier dovrebbe essere un politico di area centro-sinistra con una forte 'spending' internazionale. Il profilo perfetto sarebbe quello di Giuliano Amato, ma sul suo nome restano alcune resistenze: la più persistente è quella della Lega. Per mantenere una guida politica all'esecutivo si pensa a due vicepremier, come ad esempio, EnricoLetta e Angelino Alfano. Un sottosegretario alla presidenza del Consiglio come Gianni Letta potrebbe far quadrare i conti.

I ministri invece, e questa potrebbe essere la novità, dovrebbero essere lontani quanto basta dai partiti. Il mix potrebbe essere realizzato con la scelta di formare una squadra efficiente di tecnici o a “bassa intensità politica”, come si ragiona nel Pd. In questo quadro, il presidente  potrebbe recuperare alcuni ministri del governo Monti, come la Cancellieri e Di Paola. Per l'economia, vale lo stesso principio del premier, cioe' un' importante “spendibilità estera”. Quindi, Monti o Saccomanni. Anche i sottosegretari potrebbero avere un ruolo importante in questo disegno: potrebbero tornare personalità politiche per chiudere il cerchio.

Come ha confermato oggi Franco Marini, “Napolitano non ha spazi per dire cose diverse dal ‘fare intese anche con il Pdl’”. E di questo sono consapevoli tutti nel Pd. Perché è proprio al Pd che il Capo dello Stato guarda perplesso. La confusione tra i democratici è tale che martedì ci sarà unadirezione che dovrà individuare la delegazione da mandare al Quirinale per le consultazioni. Non che ciò possa cambiare troppo i destini del governo: la direzione, infatti, dovrà anche definire il mandato della linea da portare al Colle e che - dice una fonte del Pd - sarà quello di convenire con ciò che Napolitano chiede. 

Questo, nonostante nel Pd la sola parola ‘larghe intese’ provochi ancora reazioni nervose. Rosi Bindi, ad esempio, si è spinta a dire che per Enrico Letta “non è il momento"”di pensare a Palazzo Chigi perchè il popolo democrat non vuole un governo con Berlusconi. Ma la rotta si sta tracciando e tutti dovranno seguirla. altrimenti Napolitano procederà lo stesso. L'alternativa è tornare alle urne, magari a giugno.