27/09/2020
13/02/2012

Processo Eternit
16 anni ai manager

Il tribunale di Torino condanna Schmidheiny e il barone De Cartier a 16 anni di reclusione per disastro doloso e omissione di cautele. A ciascuno parente delle vittime andranno 30 mila euro di risarcimento. Una sentenza attesa soprattutto dai familiari delle 3000 vittime, 2.300 i morti, dell'amianto



Il tribunale di Torino condanna Schmidheiny e il barone De Cartier a 16 anni di reclusione per disastro doloso e omissione di cautele. A ciascuno parente delle vittime andranno 30 mila euro di risarcimento. Una sentenza attesa soprattutto dai familiari delle 3000 vittime, 2.300 i morti, dell'amianto.

L'inchiesta, avviata nel 2003 e condotta dal pool della procura del capoluogo piemontese guidato da Raffaele Guariniello, sì è conclusa con una richiesta di condanna a 12 anni, aumentati a 20 a causa della continuazione del reato, per gli ultimi due proprietari dell'Eternit in Italia, il magnate elvetico Stephan Schmidheiny, 65 anni, uno degli uomini più ricchi del mondo che oggi si considera un filantropo e si batte per un futuro ecosostenibile, e il barone belga Louis De Cartier De Marchienne, 91 anni.  Entrambi sono accusati di disastro doloso permanente e omissione dolosa di misure antinfortunistiche.


Il processo riguarda il periodo in cui l'Eternit ha prodotto amianto nella Penisola, dal 1966 al suo fallimento nel 1986, nei quattro stabilimenti di Casale Monferrato, Cavagnolo (Torino), Rubiera (Reggio Emilia) e Bagnoli (Napoli). Ma le conseguenze della tragedia provocate dalla multinazionale svizzera si continuano a sentire ancora oggi al ritmo di 50 morti l'anno, come denuncia l'associazione dei familiari vittime dell'amianto. E nel mondo la produzione prosegue al livello di 2 milioni di tonnellate l'anno, soprattutto in Paesi come l'Ucraina, Russia, India, Egitto, Thailandia, Cina e Brasile.

Circa cinquemila le parti civili rimaste nel processo, con richieste iniziali di risarcimenti per 56 miliardi di euro. Tra queste anche il comune di Casale Monferrato che ha rifiutato proprio nei giorni scorsi l'offerta di transazione di Schmidheiny per 18,3 milioni di euro, grazie anche a un'intesa sulla ricerca sull'amianto e la bonifica dei territori raggiunta con il governo.

A Torino sono arrivati 26 pullman non solo da Casale Monferrato, dove si è registrato il maggior numero di vittime colpite dal mesotelioma pleurico o dall'asbestosi, ma anche dal resto del Paese e dalla Francia, dove si sono verificate tragedie analoghe. Delegazioni sono attese anche  dalla Svizzera, dove l'Eternit aveva il suo quartier generale e diversi stabilimenti, dagli Stati Uniti, dalla Gran Bretagna e dal Brasile dove l'amianto è ancora in produzione. Fin dalle 7.30 di questa mattina la gente era in coda per passare i controlli e assicurarsi un posto in una delle aule del Palazzo di Giustizia.