28/11/2020
19/01/2012

Sicilia in ginocchio
Diretta Twitter

Scarseggiano le scorte alimentari, in grave difficoltà il sistema tramviario. Lo Bello, Confindustria, “Esponenti mafiosi tra manifestanti”. Morsello, leader del movimento dei forconi, “Fate i nomi”

Scarseggiano le scorte alimentari, in grave difficoltà il sistema tramviario. Lo Bello, Confindustria, “Esponenti mafiosi tra manifestanti”. Morsello, “Fate i nomi”

Al quarto giorno di protesta degli autotrasportatori la Sicilia è in ginocchio per lo sciopero contro il caro-benzina dei 'padroncini' che da lunedì bloccano l'isola. Le scorte di carburante sono finite in molti distributori. Lo stesso a Palermo dove le stazioni di servizio sono state prese d’assalto.

In grave difficoltà anche il sistema tramviario. Autotrasportatori, ma anche agricoltori e pescatori presidiano strade, porti e tangenziali, rallentano la circolazione per distribuire volantini e impediscono i rifornimenti. Nei supermercati scarseggiano acqua e latte. Ai pescatori di alcune marinerie, come Catania e Santa Flavia, ieri si sono aggiunti gruppi di artigiani e commercianti mentre gli studenti hanno organizzato manifestazioni di solidarietà.

“Noi abbiamo evidenze che in molte manifestazioni nei blocchi che stanno creando tante
difficoltà in Sicilia erano presenti esponenti riconducibili a cosa nostra”, ribadisce il presidente di Confindustria Sicilia Ivan Lo Bello. “Non siamo mafiosi, se lo dite fate i nomi”, replica Martino Morsello, leader del “Movimento dei forconi”, che da tre giorni sta paralizzando l'isola con lo sciopero dei Tir.

Sulle ragioni della protesta che stanno agitando l'isola, Lo Bello ha osservato, “il malcontento  reale, ma le ragioni sono più serie e non si può trovare la soluzione negli slogan di demagoghi in servizio permanente effettivo e neanche in alcuni 'bravi' che stanno agli angoli delle manifestazioni”. Proprio per protestare contro queste accuse Morsello ha rivelato di “aver iniziato questa mattina uno sciopero della fame”, e ha concluso spiegando di non essere di forza nuova e di
aver parlato “di rivoluzione intesa solo come rivoluzione culturale entro i paletti della legalità”.

E’ in corso il vertice alla presidenza della Regione siciliana. Attorno allo stesso tavolo si stanno confrontando il presidente della Regione Raffaele Lombardo, gli assessori all'Energia e all'Agricoltura, i prefetti di Palermo e Catania e una delegazione degli autotrasportatori dell'Aias, dai produttori agricoli del “Movimento dei forconi” e dai pescatori.

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