27/09/2020
24/01/2012

Muore manifestante
Italia paralizzata
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La Mappa dei blocchi

Massimo Crepaldi, 46 anni, è stato travolto e ucciso mentre stava manifestando con il suo Tir. Una tragica fatalità, una manovra errata da parte di una camionista tedesca. Blocchi da Nord a Sud. Il garante: "situazione intollerabile per una moderna società civile"

Massimo Crepaldi, 46 anni, è stato travolto e ucciso mentre stava manifestando con il suo Tir vicino Asti, sulla statale 10. Una tragica fatalità, una manovra errata da parte di una camionista tedesca, che lo ha urtato accidentalmente nel tentativo di trovare un varco tra gli automezzi fermi. La Polizia Stradale è ancora sul posto per tutti i rilievi del caso e le prime informazioni confermano la non volontarietà del gesto della donna.

Il timore adesso è che l’episodio possa provocare reazioni da parte dei manifestanti. I responsabili di Trasportounito si sono immediatamente riuniti e hanno emesso un comunicato: "In queste ore - afferma Maurizio Longo, segretario generale di Trasportounito - dobbiamo solo stringerci alla famiglia in un lutto gravissimo. Invitiamo anche le autorità e le forze di polizia a non assumere decisioni che esasperino la tensione. Decisioni di cui dovranno altrimenti rispondere".

Intanto la protesta va avanti, fino a venerdì nelle intenzioni dell’organizzazione sindacale, e paralizza tutto il Paese. Da Nord a Sud è tutto un susseguirsi di manifestazioni, presidi, blocchi con conseguenti pesanti disagi alla circolazione e non solo.

Nel Lazio, alla Fiat di Cassino è saltato il primo turno di lavoro. E sempre in Ciociaria decine di distributori sono rimasti senza carburante a causa dell’assalto da parte degli automobilisti che, nel timore di rimanere a secco, si sono messi in fila per fare rifornimento fino a tarda notte.

Situazione pesante anche in Puglia dove sono oltre trecento i Tir fermi sulla tangenziale di Bari. Prima notte per loro negli abitacoli degli automezzi e blocco totale al transito dei loro colleghi che non aderiscono alla manifestazione. In teoria viene garantito il passaggio alle autovetture ma nella realtà i pendolari diretti al lavoro sono costretti a lunghe code e attese interminabili.

Restando a Sud la situazione più pesante si registra in Calabria dove il carburante è praticamente esaurito in tutta la regione e ora si teme per i generi alimentari. Una situazione molto simile a quella verificatasi in Sicilia qualche giorno fa. Blocchi ovunque, soprattutto a Villa San Giovanni dove vengono impediti di fatto sbarchi e imbarchi da e per la Sicilia.

A Napoli invece la polizia ha rimosso i blocchi sulla A1 e sulla A30. Il traffico non è ancora scorrevole perché si sta procedendo alla rimozione di autoarticolati ai quali sono state squarciate le gomme per rendere complicate le operazioni di sgombero.
 
Da Sud a Nord. In Emilia Romagna sono ancora bloccati i caselli di Piacenza Nord e, in provincia di Parma, Fiorenzuola. Pesanti le ripercussioni sulla via Emilia.
 
In Toscana pesanti sono i disagi a Livorno nella zona del Porto. Qui i presidii sono addirittura due.

In Piemonte in questo momento il traffico è paralizzato sulla A21, la Torino Piacenza dove i blocchi si sono fatti più serrati dopo la notizia della tragedia di Asti.

La situazione come abbiamo visto è sempre più pesante e preoccupante, tanto da spingere Roberto Alesse, presidente dell’Autorità di garanzia degli scioperi, a definire la situazione “intollerabile per una moderna società civile”. Altra dura reazione è quella del segretario Cgil, Susanna Camusso, che ai microfoni del Gr Rai ha detto che “si è superato un limite alla luce delle ripercussioni sui cittadini e sulla filiera produttiva. Come sempre la protesta è un caos che va organizzato in modo che non violi diritti e non impedisca agli altri cittadini di potersi muovere e di poter fare le cose. In questo caso mi pare che abbiamo superato un limite di relazione positiva".

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