27/09/2020
23/12/2010

Ambasciate
sotto tiro

In poche ore a Roma due pacchi bomba sono stati recapitati in altrettante ambasciate. In ordine di tempo sono state prese di mira le rappresentanze diplomatiche di Svizzera e Cile.L'episodio più grave è quello che si è verificato nella sede elvetica dove l'esplosione ha investito in pieno un addetto alla sicurezza dell’ambasciata

In poche ore due pacchi bomba sono stati recapitati in altrettante ambasciate. In ordine di tempo sono state prese di mira le rappresentanze diplomatiche di Svizzera e Cile. L'episodio più grave è quello che si è verificato nella sede elvetica dove l'esplosione ha investito in pieno un addetto alla sicurezza dell’ambasciata. L’uomo è stato trasportato in gravi condizioni al Pronto Soccorso del Policlinico Umberto I e rischia l’amputazione della mano sinistra.

La seconda esplosione si è verificata all'interno della sede diplomatica cilena. Anche qui un addetto del servizio corrispondenza è rimasto ferito nell’atto di aprire una busta appena arrivata. Secondo i sanitari del 118 l’uomo non sarebbe in gravi condizioni.

Un terzo pacco sospetto era stato individuato all’ambasciata Ucraina, ma si è trattato di un falso allarme.
Accertamenti sono in corso in questi minuti in tutte le sedi delle rappresentanze diplomatiche della Capitale.

La procura di Roma ha già aperto un fascicolo sul pacco bomba esploso all’ambasciata svizzera, si procede per attentato con finalità di terrorismo. La pista privilegiata dagli investigatori al momento sarebbe quella anarchica, anche se non ci sono ancora rivendicazioni. Per gli esperti di antiterrorismo e intelligence non ci sarebbero dubbi sulla matrice anarchica anche perché, fanno notare alcune fonti qualificate, nelle carceri svizzere sono detenuti diversi anarchici italiani.

Ferma la condanna da parte del nostro ministro degli Esteri Franco Frattini: “Siamo pienamente solidali con l' Ambasciatore svizzero e con tutto il personale di quella Rappresentanza diplomatica, oggetto di un deplorevole atto di violenza che merita la nostra più ferma condanna".