27/09/2020
27/06/2010

Strage di Ustica
30 anni di bugie

Il 27 giugno 1980 un Dc9 dell'Itavia scompariva dai radar. Quella che sarebbe stata ricordata come la strage di Ustica, 81 vittime innocenti, non ha ancora "ufficialmente" dei responsabili

Trent’anni fa, il 27 giugno del 1980, un DC9 dell’Itavia scompariva improvvisamente dagli schermi radar mentre sorvolava l’isola di Ustica. Trent’anni di misteri, omissioni, depistaggi.
81 morti, 69 adulti e 12 bambini che non hanno ancora avuto giustizia (guarda l'intervista a Daria Bonfietti).
 
Ma non è di questo che vogliamo parlare nel trentennale della strage, altri lo faranno molto meglio di noi. Quello che vogliamo sottolineare è che quel poco di ufficiale che sappiamo su come effettivamente andarono le cose quella notte lo sappiamo grazie alle intercettazioni che permisero agli inquirenti di raccogliere le prove che quella notte nel nostro spazio aereo ci fu un vero e proprio duello tra un F-14 americano e un Mig libico. Due nazioni si diedero battaglia violando la nostra sovranità e incuranti della presenza del volo di linea. A farne le spese 81 innocenti.

Di tutto questo non avremmo mai saputo nulla senza quel fondamentale strumento di indagine che sono le intercettazioni.

Per non parlare del lavoro di tutti quei colleghi che contribuirono a fare luce su molti aspetti oscuri di questa vicenda investigando, raccogliendo informazioni  e raccontando con grande coraggio sui loro giornali fatti che in molti, in Italia e all’estero, volevano tenere nascosti.

Se la cosiddetta “legge bavaglio”, così come è congegnata, fosse stata in vigore già nel 1980 della tragedia di Ustica avremmo saputo che un aereo dell’Itavia era scomparso in mare con 81 passeggeri per cause da chiarire, probabilmente un cedimento strutturale. Null’altro avremmo potuto scrivere per non incorrere nelle pene previste nel nuovo testo.

Abbiamo visto negli anni quanto fosse intricata e “misteriosa” tutta la vicenda e con enormi implicazioni internazionali. Così complicata che ancora oggi siamo lontanissimi dalla parola fine.