27/09/2020
11/12/2009

"Mai conosciuto Dell'Utri"
parola di Graviano

Il boss di Brancaccio Filippo smentisce Spatuzza sul colloquio del 2004 e la presunta trattativa: "Mai dette che mi aspettavo aiuti".

"Non ho mai conosciuto il senatore Dell'Utri nè direttamente nè indirettamente e quindi non ho mai avuto rapporti con lui". Lo ha detto il boss Filippo Graviano al termine della sua deposizione rispondendo a una domanda della Corte d'Appello di Palermo, al Processo contro il senatore del Pdl Marcello Dell'Utri.

Graviano ancora avrebbe detto: "Se non arriva nulla da dove arrivare possiamo pensare a parlare con i magistrati ma prima dobbiamo parlarne con mio fratello Giuseppe".

Uno dei due fratelli boss di Brancaccio, condannati all'ergastolo per le stragi di mafia del '93, ha scelto di non avvalersi della facoltà di non rispondere e parla in videoconferenza al processo contro il senatore del Pdl. Secondo il pentito, in quell'occasione il boss gli disse che se certe cose non si fossero verificate, sarebbe arrivato il momento di parlare coi magistrati, annunciando la possibilità di una scelta di dissociazione dall'organizzazione. Per il collaboratore sarebbe l'ulteriore prova che un accordo con pezzi della politica ci fu.
"Nel '94 (periodo in cui, secondo Spatuzza, i Graviano avrebbero avuto assicurazioni da settori della politica ndr) - ha aggiunto Filippo Graviano - non c'era nessuno che doveva farmi promesse, perchè io all'epoca dovevo scontare solo quattro mesi di carcere. Perchè avrei dovuto chiedere aiuto?". "E poi - ha proseguito il boss - il discorso con Spatuzza sarebbe avvenuto nel 2004. Da allora sono passati cinque anni, se avessi voluto consumare una vendetta lo avrei già fatto. Ma
queste cose mi sono estranee".


Era stato il pentito Gaspare Spatuzza a parlare dei fratelli Graviano asserendo che Giuseppe Graviano, nel ’94, gli avrebbe detto che "grazie alla serietà di Berlusconi e Dell’Utri, ci hanno messo il paese nelle mani". Oggi Graviano lo smentisce.

I legali di Dell'Utri avevano anche contestato la scelta dei pm di Firenze che, sulla base di quanto riferiscono alcuni giornali, nei giorni successivi alla deposizione di Spatuzza a Torino, avrebbero interrogato in carcere i boss Graviano. "Denunciamo questa condotta della Procura che riteniamo inopportuna e priva di riguardo nei confronti della Corte e che viola la norma che vieta alle parti di assumere informazioni sui testimoni citati ex articolo 507".