28/11/2020
16/03/2010

Strage
senza fine

Dall'inizio dell'anno sono 64 i caduti sul posto di lavoro e i feriti non si contano più. Solo ieri le vittime sono state 3

E' un triste bilancio che si aggiorna di frequente, quello delle morti sul lavoro. Solo ieri le vittime sono state 3.


A Pozzuoli in provincia di Napoli è morto un operaio di 27 anni, nella piazza di via Roma, dove sono in corso lavori di ristrutturazione. Sebastiano Marruso di San Cipriano d'Aversa (Caserta) stava manovrando una gru, quando si è rotto un tubo della pressione idraulica e un pezzo gli è caduto in testa, uccidendolo sul colpo.

Un altro giovane operaio è morto folgorato mentre stava effettuando la manutenzione sulla linea elettrica della tratta ferroviaria Torino-Milano nella stazione Livorno Ferraris, in provincia di Vercelli.

A Pomezia, alle porte di Roma, un operaio italiano di 42 anni, è morto precipitando da una scala. L'uomo, dipendente di uno stabilimento di serigrafia, l'Edigraf, di via Honduras, doveva riparare un palo dell'illuminazione all'interno dell'azienda. Mentre stava lavorando, la scala si è rotta facendolo precipitare da un'altezza di otto metri. E' morto sul colpo.

Dall'inizio dell'anno sono 64 i caduti sul posto di lavoro e i feriti non si contano più. Italiani e stranieri che sono usciti la mattina per andarsi a guadagnare da vivere e non hanno fatto più rientro a casa. E molti di loro non erano neanche in regola.

Le statistiche dicono che sono perlopiù i lavoratori edili e quelli impegnati nell'agricoltura che corrono maggiori rischi. Giorno dopo giorno, da Nord a Sud la tragedia si ripete.

Nel 2008 sono state 247 le vittime di incidenti sul lavoro; 239 nel 2009 e già, a quasi tre mesi dall'inizio dell'anno 64.

Finirà mai questa tragica conta? Probabilmente no. Le regole e le leggi in materia di sicurezza sul lavoro esistono ma farle rispettare è un’altra cosa. Necessita un controllo più stretto da parte delle autorità preposte dal momento che appare chiaro che in questa jungla fatta di appalti e subappalti  molte ditte antepongono il profitto alla vita umana.